Così venivo ripensando e in me bene riaffermando i principii generali che avevano determinato la mia situazione teorica e pratica: e in questa sboccai dalla Galleria verso piazza della Scala, ove una superstite simpatia mi soffermò un istante a contemplare le spalle ammantate di Leonardo, buono amatore d'ogni arte e d'ogni scienza. Poi, ripreso il cammino, venni più particolarmente a considerare l'affare che avevo tra mano.

La mia opera si delineava così:

1º — Crearmi rapidamente un minimo di competenza riguardo alla legna tagliata e ai suoi prezzi.

2º — Andare a Caprino Bergamasco a vedere e valutare i sei vagoni di Graziano.

3º — Trovare un compratore.

4º — Tornare a Caprino Bergamasco e di là spedire la legna al compratore.

5º — Ritirare il maggior prezzo da questo e sborsare il minor prezzo a Graziano.

In tal modo dividendomi in pensiero il còmpito nelle sue fasi progressive, mi trovai all'angolo del Cova, storico luogo di sosta di tutti gli uomini di pensiero e d'azione della Città operosa.

Ivi ristetti, incerto sulle prime del cammino da prendere: un poco in disparte tuttavia perchè m'era noto che in quell'ora la miglior porzione del marciapiede illustre tocca, per diritto consuetudinario, a un esiguo numero di mortali che di là sanno contemplare la vita fugace con occhio di semidei.

Mentre in tal modo me ne stavo, mi si fe' incontro uno, e m'appoggiò sulla spalla una mano benigna.