Quali fossero il nome, l'aspetto esteriore e le intime qualità di quest'uno, non importa al racconto. Disse:

— Beato te che puoi startene bellimbustando sull'angolo del Cova a insidiare le succinte passanti.

Così offeso, mi difesi:

— Tu t'inganni. Io sono qui da pochi secondi, e di passaggio, e operosi pensieri mi occupano. Forse la Fortuna ha mandato te incontro ai miei pensieri. Entriamo: io ti offrirò un americano col seltz, e tu mi darai in cambio un'informazione.

Poi che ebbimo libato un sorso della miscela pungente, io entrai subito nel vivo dell'argomento:

— Dimmi — gli domandai — tu che sei padre di famiglia: quanto la paghi la legna al quintale?

Egli impallidì, poi m'indagò con lo sguardo onde Beatrice guardò Dante Alighieri quando questi le domandava ragione della levità del proprio corpo appena assunto al primo dei cieli: cioè — per coloro che non avessero a fiore della memoria il Paradiso — mi guardò come si guarda un matto. E mi prese il polso.

— È regolare — disse tranquillato. — Ti sei dato, come Senofonte a Scillunte nel suo dopoguerra, alla scienza dell'economia domestica? I tempi non sono propizi a studi di questo genere.

— Non divagare — lo interruppi — e rispondi alla mia domanda.

— Non so risponderti. Non compero legna. In casa mia c'è il termosifone. Da tre anni è spento, ma c'è: per questo non adopero legna.