Ebbi, certo, un aspetto di somma delusione, perchè subito l'amico cercò di aiutarmi:

— Aspetta — propose — domandiamo a Carletto.

Carletto era uno che passava, e che io non conoscevo. Il mio compagno lo fermò:

— Dimmi, Carletto, quanto la paghi la legna al quintale?

Carletto proiettò due occhi quali sogliono proiettarli, nei giorni di umore più malefico, i giovani basilischi. Questo basilisco bipede, che aveva aspetto d'uomo e si fermava al nome di Carletto, era avvolto in un botticelliano cappotto stretto alla vita con una cintura, e la cintura fermata sul davanti con un fibbione. Divincolandosi in quelle spire, sibilò:

— La legna! la legna! La pago quello che mi chiedono, la pago. Chi ne capisce più niente?

Intuii subito in Carletto il tipo classico dell'uomo inviperito contro il proprio tempo.

Il mio ospite si volse a me desolatamente:

— Vedi? — gemeva — al giorno d'oggi non c'è sugo.

Ma subito si distolse da me perchè in quella passava un cameriere, ed egli nel suo zelo lo arrestò a volo.