— Mi dica, Giovanni, come farebbe lei per sapere quanto costa oggi la legna al quintale?

Il cameriere Giovanni, ciò udendo, si eresse rigidamente sulla flessuosa persona: bilanciò un istante sopra la palma sinistra il vassoio, onusto di coppe sottocoppe e lampeggianti caraffe; strinse e scosse energicamente il tovagliolo che brandiva con la destra; scrutò fissamente dinanzi a sè l'infinito; indi:

— L'unica — pronunziò — sarebbe di andare a domandarne a un negozio di legna.

Scagliate queste parole, il cameriere Giovanni partì dirittamente dietro il proprio sguardo.

Il mio ospite si volse a me con umiltà:

— Mi dispiace — sospirava — io ci ho messo tutta la buona volontà. L'americano me lo paghi lo stesso?

3. Imprevedibile.

Nel pomeriggio di quel giorno medesimo, dopo un'abbondante colazione e un degno riposo, che mi rifecero dei faticosi turbamenti della mattinata, uscii di casa e mi diressi risolutamente a una via ove sapevo esistere un negozio di legna.

Confesso che mi avvicinavo con tremore a quel luogo, per me affatto nuovo. È universale il tremore del nuovo. Ognuno può riscontrarlo entrando in un caffè, in un salotto, in una biblioteca, in un bar automatico, in un tribunale civile o penale, in qualunque pubblico o privato luogo, per la prima volta in vita sua. Tale tremore è fatto soprattutto di pudore. Io credo che se mi portassero in prigione, il mio turbamento per questo fatto, che di regola è spiacevole a ognuno per la sua stessa essenza, si farebbe in me singolarmente insopportabile per il pensiero che la mia inesperienza del luogo si traduca in atti goffi che la dimostrino in modo ridicolo ai presenti. Così avvenne quel giorno, perchè, lo confesso, non ero mai stato in un negozio di legna. Perciò avvicinandomi rallentavo il passo.

Ma, giuntovi d'un tratto in vista, il luogo mi colpì subito gradevolmente. Non c'era vetrina nè sporti e nessuna porta lo chiudeva, così che dal marciapiede potevo scorgere magnificamente l'interno.