Il volto dell'Interlocutore si tese tutto e imporporò. Come l'eco molteplice di certe valli, la bocca smisurata di quel volto mi rimandò tre volte la mia parola:

— Undici! undici!! undici!!!

Ed erano queste voci — al contrario di quelle degli echi molteplici — in crescendo. All'ultima controrisposi io, ma su un tono più smorzato e quasi sommesso, rimormorando:

— Undici.

Egli implorò:

— La prego, signore: prendiamo una carrozza, a mie spese, e mi conduca dove ha comperata la legna a undici.

— Ah no! — gridai.

Questo grido m'era sgorgato dall'anima per il ricordo dell'increscioso sèguito ch'ebbe la mia scarrozzata con uno sconosciuto, come si narra nel capitolo intitolato «Per Belloveso».

L'altro s'inalberò:

— Perchè?