Ella aggrottò un momento le ciglia come per ricordarsi, poi d'un tratto sospirò:
— Ah non mi parli dell'estate scorsa.
Mi sentii smontato. Ma con uno sforzo mi ripresi, e ritornai per un altro varco all'assalto.
— Dove andrà in campagna l'estate prossima, signora?
La interrogata questa volta sorrise; tuttavia mi raccomandò:
— Non mi parli della villeggiatura dell'estate prossima.
— Scusi — mi ribellai, — ma di che villeggiatura le debbo parlare?
— Dunque lei — replicò con grande ragionevolezza donna Irene — lei ha proprio la necessità di parlare di villeggiatura?
Questa osservazione mi colpì in pieno, mi rivelò che fino a quell'istante, senza ch'io me ne avvedessi, i miei spiriti erano rimasti in una condizione di turbamento profondo, e avevo parlato come ebro.
— Ha ragione, signora — gridai. — E io non vorrei ch'ella credesse ch'io ho l'idea fissa della villeggiatura. No. Non ne parlo mai. Non ci penso mai. Non ci vado neppure, per ragioni profonde che ho spiegate in un mio racconto intitolato «Florestano e le chiavi», che mi permetto di raccomandarle perchè non scrivo più e mi son dato agli affari. Così, com'ella vede, con un brevissimo intreccio di parole la ho messa al corrente di me, della mia indole, del mio passato e del mio presente. L'avvenire è sulle ginocchia di Zeus. Le dirò una cosa ancora: la occupazione principale cui la sorte ha votato la mia vita, nelle ore d'ozio, è quella di ascoltare. Lei non può immaginare quanto io ascolti. Tutti, di giorno e di notte, d'estate e d'inverno, e anche nelle stagioni intermedie, mi narrano, e io ascolto. Mi narrano la loro vita le loro speranze i loro affanni le loro crisi le loro perversioni spirituali sessuali cerebrali, e io ascolto ascolto tutto, tutti, tutte: idioti e sapienti, infanti e decrepiti, uomini donne invertiti, cortigiane fanciulle semifanciulle, mogli, avole, vedove semplici, vedove rimaritate. Se lei, signora, appartiene a una di queste categorie, mi parli di sè, e io la ascolterò. Se appartiene a una categoria diversa, ch'io abbia dimenticata o mi sia ancora ignota, racconti racconti, e io avrò una sottospecie di più da aggiungere alle varietà delle persone che mi hanno raccontato i fatti loro. Intanto, se permette, fumo una sigaretta.