Trasse un lapis e un pezzo di carta, e mi scrisse il suo nome, che qui non occorre ripetere, e il suo recapito, ch'era quello del più illustre e fastoso albergo della città.

— Buona notte.

CAPITOLO SETTIMO PANTELESTESI

1. Diagnosi.

Il giorno 9 febbraio del 1919, alle ore 10 e 45 del mattino, mi venne il mal di capo.

Postomi a ricercare le possibili cause di questo fatto straordinario, non tardai a persuadermi ch'esso era certamente da attribuirsi all'intenso lavoro compiuto nelle precedenti settimane, da un mese a quel punto. Precisamente un mese innanzi, il 9 di gennaio, io ero tornato dall'esercizio del corpo a quello dell'anima, dalla quadrupedante e arcadica vita militare al cerebroso turbine della metropoli.

Mi spaurii accorgendomi della brevità del tempo in cui tante e così intense esperienze avean potuto cumularsi. Un mese dunque, un solo mese innanzi, trentun giorni precisi, ero dato in secco nell'aperta campagna della Città Operosa, la avevo corsa come in una rapida ricognizione, mi s'eran rivelate le correnti e le cascate dell'oro sovrastarla e sommoverla, avevo intuito il nuovo costume e la nuova religione sorti d'un tratto sul suolo intenso dall'influsso della guerra lontana. Un esatto mese innanzi, all'ordine imperioso delle nuove necessità, io, per molti anni dedicato allo studio e poi per breve parentesi alla milizia, m'ero d'improvviso riplasmato uomo d'affari. Nel nuovo esercizio i miei assaggi profondi s'erano successi e cumulati con rapidità maravigliosamente varia, com'è narrato nei sei capitoli che qui precedono. Chi li abbia letti, e pensi che tanta opera, e per me insolita e non prima prevista (se anche nei portati non fecondissima) si compiè nel rapido giro di trentun giorni solari — non dovrà maravigliarsi al sentire che il mattino del trentaduesimo io mi sentii d'un tratto affaticato ed esausto.

Se tuttavia il lettore del presente capitolo non ha letto i sei che precedono, non importa: per l'intelligenza di questo basta ch'egli sappia che la mattina del 9 di febbraio, alle ore 10 e 45, mi venne il mal di capo.

2. Appressamento d'un mistero.

Stabilii di concedermi qualche giorno di riposo: e senz'altro indugio, la mattina appresso partii. Andai in campagna, cosa assai piacevole a farsi nelle stagioni in cui solitamente gli uomini se ne astengono. In poche ore raggiunsi il paese che avevo scelto, sulla riva d'un lago lombardo.