Dopo un'attesa, accennò con una sorta di mistero verso una piccola porta a muro ch'era in fondo alla stanza.
In quella s'udì la voce di Laura dalla strada chiamare:
— Bruno!...
4. Laura.
Senza rispondere alla chiamata, nè altro dirmi, Bruno ripose rapidamente ogni cosa e scendemmo. Laura col cappello e il bavero impellicciato che le saliva a mezzo il volto appariva più donna, avea acquistato un che di maturo e turbante. I suoi occhi erano più neri e più fondi.
— Bruno — disse — è l'ora della passeggiata. Venga anche lei.
Così dicendo mi guardò. Mi sentii impallidire. Quando i palpiti del mio cuore tornaron calmi, risposi:
— No.
— Allora, a più tardi.
Fino a sera pensai a Laura. Ma di tratto in tratto la sua figura e il suo volto scomparivano istantaneamente alla mia memoria: in quelle lacune sentivo in me e intorno a me un flutto di vacuo e gelante silenzio: vi riconobbi l'immagine di quello che m'avea avvolto e quasi fatto demente durante la prima esperienza nel gabinetto del fratello di lei.