Non contradissi, e scomparve.
Laura s'era messa in una poltrona a un lato d'un vecchio camino acceso. Non ebbi la forza di andarmene. Sedetti nell'altra poltrona, all'altro lato del camino.
Laura sorrise e mi disse:
— Non è una buona ragione per essere tanto crucciato con noi.
— Signorina — la implorai — mi dica qualche cosa di lei, mi dica che è nata in un luogo, in un giorno, così, come nascono tutte le donne.
Sorrise ancora:
— Non abbia paura: sono nata in un luogo di questo mondo e in un giorno del calendario; e sono nata proprio come tutte le donne, e anche tutti gli uomini. Vuole di più? ho un po' freddo, sebbene siamo accanto al fuoco. Ho freddo, capisce? credo che questo possa rassicurarla completamente sul conto mio. E le propongo di fare ora la passeggiata che non ha voluto fare oggi.
Perciò poco dopo camminavo al suo fianco lungo la riva del lago al chiarore delle stelle. Ella teneva gli occhi a terra, chè la strada era irregolare e sassosa. Ogni tanto la sua pelliccia sfiorava il mio braccio. L'aria rigida, e qualcosa d'inumano che accompagnandosi a noi ci vigilava, impedì le parole. Poi ella si fermò e senza levare lo sguardo mi disse:
— Torniamo.
Ma, tornando, appoggiò la mano nel mio braccio, e così ve la tenne, fino che fummo giunti alla nostra dimora, ove mi salutò, quasi senza parole.