«Voi ci chiamate fratelli! Questa parola varrebbe essa sola a cancellare la ricordanza di tanti secoli di umiliazioni e di dolori. Questo dolce e santo nome noi lo accettiamo colla coscienza di meritarlo, perchè noi pure intendiamo di cooperare al bene d'Italia nostra, che fu sempre in cima de' nostri pensieri; perchè ci sentiamo nell'anima fratelli a quanti per essa patirono, a quanti s'allegrano all'idea del suo prossimo risorgimento, a quanti son pronti sagrificare per lei gli agi, le sostanze e la vita.»

Queste semplici parole, quando le lessi, mi penetrarono il cuore, mi commossero profondamente; tanto è l'affetto, tanta è l'effusione di sincerità che da esse traluce: e pensai fra me stesso, quali nobili e preziose soddisfazioni rifiutano e sprecano gli uomini coll'amara e superba pazzia dell'intolleranza e delle persecuzioni! E qual fonte di gioje, di felicità, di profitti scambievoli, potrebbero all'opposto trovare nel rispetto de' diritti di tutti, nell'onorarsi ed amarsi gli uni cogli altri; come c'insegna quel Codice che più di tutti mostra la via per la quale abbia l'uomo a cercare la sua vera e stabile felicità!

Ma se questa via, la civiltà cristiana l'aveva in parte smarrita; se, purtroppo! in molte parti ed in molti casi, professando una dottrina in parole, la rinnegavano nei fatti; e chiudendo gli occhi all'eterno sole della giustizia e della verità, concludeva invece ed operava a norma dell'errore e dell'iniquità: ora Iddio, pietoso delle sue creature, ci ha mandato chi ci rimetta sul buon cammino, e ci sia guida e sostegno onde non ismarrirlo per l'avvenire.

I primi operai dell'Evangelio conquistarono il mondo colla mansuetudine, colla giustizia e col sacrificio: coll'armi medesime l'ha conquistato Pio IX. Egli ha conosciuto quali siano le vere ed inconcusse basi sulle quali si fonda quella religione ond'egli è Capo e difensore in Terra; e conoscendo del pari, quali cagioni le avessero smosse, ponendo l'edificio in puntelli, spegnendo nel cuor degli uomini l'affetto, il desiderio di tutelarlo e sorreggerlo, ha saputo scoprire la vera radice del male e mettervi risolutamente la scure: e quali effetti egli abbia ottenuto, lo vediam tutti; lo vede il mondo, che attonito e riverente assiste al grande spettacolo d'una trasmutazione sospirata tanto e così poco sperata, eseguita senza violenza, senza sangue, senza una lagrima; ed anzi col bene, col profitto di tutti, coi soli istrumenti e le sole potenze della giustizia, della mansuetudine e della carità.

Questa trasmutazione si sta operando al tempo stesso nel mondo materiale e nell'intelligenza del mondo soprannaturale; e quella virtù che opera beneficamente sul primo, agisce per propagata potenza anche sulla seconda. Se la legge cristiana ammonisce gli uomini che il loro passaggio sulla terra è tempo di prova, e preparamento ad un futuro migliore, e perciò soltanto epoca di transizione; offre però nello stesso tempo la formula, per dir così, del maggior bene e della minore infelicità possibile in questo loro passaggio. Nè porge i precetti che frenano e dirigono i loro intelletti ed i loro cuori, quali capricciose prove imposte all'uomo nella sola considerazione della vita futura, de' gastighi da evitarsi o de' premj da conseguirsi; ma insieme li presenta come una manifestazione delle condizioni necessarie all'uomo onde viva meno infelice; come tesoro di sapienza offerto innanzi tratto all'umana specie; come un'anticipazione sull'esperienza: e gli uomini trovano ne' semplici ed angusti precetti dell'Evangelio un insieme di leggi morali, che, accettate quali fondamenti delle sociali e delle politiche, li condurrebbero a tutta quella libertà e quell'eguaglianza che può ottenersi onestamente e ragionevolmente nell'umana società: leggi che applicate alla pratica rendono gli uomini giusti, mansueti, generosi, amorevoli scambievolmente: gli impediscono perciò d'opprimersi a vicenda, e d'accrescere per opera e volontà loro quella misura d'infelicità e di miserie, delle quali Iddio per gli arcani suoi fini dispose sopportassero il triste retaggio.

Gli pone, per conseguenza, in quella condizione che porta con sè la minor dose d'infelicità, o la felicità maggiore che sia ottenibile sulla terra.

Quindi ne seguì sempre, e sempre ne seguirà l'effetto, che più la legge evangelica sarà applicata ed osservata, più sarà generale la giustizia, la carità, la vera libertà fra gli uomini; i quali, per conseguenza, più si troveranno felici, e più saranno devoti ed amanti di quella legge che è per loro origine di tanti beni: e questo bello e fortunato ordine del mondo materiale, sarà come un allettamento, un'introduzione al mondo soprannaturale, alle idee che lo dominano e lo dirigono. In altre parole, i benefici effetti dei precetti evangelici, essendo fonte di bene e di felicità terrena, saranno argomento agli uomini della loro divina origine; la civiltà sarà prova, sostegno ed allettamento alla Religione. Mentre invece, ove la Religione si faccia setta ed istrumento politico, pretesto o coperchio d'oppressioni e d'ingiustizie, nemica della civiltà; verrà rigettata dalle moltitudini, che da' suoi mali effetti trarranno argomento per negarle un'origine divina.

In questa forma stabiliva Iddio le cose di quaggiù; e nella forma medesima fonda e stabilisce Pio IX il rinnovato e ricco edificio del quale si è fatto architetto.

Suo primo ufficio, come Pontefice e Vicario di Gesù Cristo, è certamente l'aver cura alla fede ed alla religione, procurarne il trionfo, raffermare chi crede, confortar chi vacilla, persuadere chi non crede.

E quali modi ha egli giudicato opportuni all'adempimento dell'augusto suo ufficio? Quelli che accennavamo dianzi, tenuti da Gesù Cristo; i soli giusti e razionali, perchè i soli veramente atti ad ottenere lo scopo, i soli profittevoli all'umanità.