Pio IX, col rinnovare ordini e leggi, col ristabilire diritti conculcati, coll'introdurre riforme utili e spontanee, s'è mostrato giusto e stretto osservatore di quel precetto evangelico, che rende il debole e l'infimo rispettabile al grande, al potente; che difende il derelitto dalla violenza del forte, collo scudo della fede e della carità: e i deboli e i derelitti hanno benedetta quella fede che prima maledivano.

Pio IX, coll'obblio del passato, coll'amnistia, s'è mostrato misericordioso e religioso seguace del precetto che impone di concedere perdono, perchè tutti ci troveremo all'occasione di doverlo un giorno implorare. E quelli che rivedevan la famiglia e la patria, hanno benedetta la religione del perdono.

Pio IX, coll'aprire le braccia a tutti gli afflitti, coll'accogliere le loro preghiere, ascoltarne i lamenti, tergerne le lacrime; col ripetere quelle divine parole: «Venite a me voi tutti che siete nell'afflizione, ed io vi consolerò;» segui il grande esempio del Redentore; fa modello e vero ritratto di quella carità che è il compendio di tutta la legge, e ne forma il massimo de' precetti: e tutti i consolati hanno detto:—Questa è veramente religione divina.

Eppure tutto ciò non versava se non sovra interessi terreni, miglioramenti sociali, sovra mutazioni negli ordini dello Stato; tutto ciò non era se non cura e rimedio di mali che affliggevano il mondo materiale: non s'è udito che nel morale egli abbia promossa mutazione veruna, ch'esso abbia desiderate o prescritte maggiori pratiche nel culto, nuovi o più frequenti atti di religione: egli non ha moltiplicate cerimonie, non ha spedito predicatori o missionarj, non ha suscitato apologisti, non ha ordinato si pubblicassero nuovi libri a difesa della Cattolica fede.

Ma egli ha fatto assai meglio, ed assai più. Egli ha saputo renderla amabile, desiderabile agli uomini: ha saputo mostrarla all'opera, e far vedere quanto sia utile, quanto sia benefica ne' suoi effetti: ha saputo rendere evidente la calunnia di chi la diceva nemica al viver civile; nemica a quella onesta ed ordinata libertà, a quella giusta eguaglianza de' dritti sociali, che è invece il più distinto carattere dell'Evangelio. Ha provato che il più religioso, veramente religioso, de' Pontefici, è necessariamente ad un tempo l'ottimo de' Principi.

E perchè tutto ciò? Perchè Pio IX non è l'uomo del partito, ma è l'uomo di Dio.

Ecco la spiegazione e la chiave de' suoi trionfi; della sua immensa potenza morale, della venerazione che ispira, della sottomissione che trova in tutte le volontà, dell'ardente amore di che è fatto segno: ecco perchè in tutto il mondo il suo nome è la speranza de' deboli e degli afflitti, e l'invocazione di tutti gli oppressi, e suona come l'annuncio di tempi migliori, di giustizia e di rigenerazione. Ecco perchè a Pietroburgo, a Vienna, come a Londra e Parigi, l'inno di Pio IX è cantato e udito con passione ed applauso, quasi canto nazionale; ed anzi più che se fosse canto nazionale: poichè è tenuto qual culto reso ad un principio che tutti produce e domina quanti sono al mondo principj utili e grandi; che è la base inconcussa, il germe fecondo del bene non d'una nazione ma di tutti i popoli, dell'intera civiltà cristiana: il principio che prostra infrante le armi caduche della violenza; ed altre ne pone, sante ed immortali, nelle mani della giustizia, del diritto e della vera libertà, affrettandone il trionfo e la nuova e generale ristaurazione.[[5]]

Perchè Pio IX non è l'uomo del partito ma l'uomo di Dio, s'è sparso fra tutti i popoli quel fremito che sorge all'appressarsi delle grandi manifestazioni della potenza divina, e scoppiato quel concorde grido di lodi e d'allegrezza, che nessuna umana forza, nessun concerto, nessun'arte potrebbe produrre, e che s'alza spontaneo quando tutte le menti sono ad un tratto colpite dall'istesso pensiero, vedono la medesima verità, quando tutti i cuori provano l'effetto medesimo. Popoli diversi di lingua, di clima, di costumi, di leggi, di fede, hanno avuto un solo ed identico affetto; hanno concordi alzato il grido, per proclamar Pio IX il restauratore del senso religioso: l'uomo della civiltà, l'uomo da tanto tempo aspettato e sospirato sull'alto seggio che rimaneva vedovo e deserto; l'uomo che soddisfacesse all'intimo senso delle nazioni, dell'opinioni, de' culti tutti del globo; che innalzando la fiaccola della fede, gli ammonisse al tempo stesso a spegner gli odj, conciliar gl'interessi, transigere sin all'ultimo limite ove lo concede una sincera ed illibata coscienza; a tollerarsi a vicenda gli uni e gli altri, come ci tollera quel Dio che muove il sole e ne dona calore ed il raggio ugualmente a tutti gli uomini; ad amarsi come debbono i figli d'uno stesso padre avviati al medesimo viaggio, e ad una meta comune. Non son forse questi i cardini su cui stanno inconcussi que' principj che tutelano e collegano tutti i popoli? Perciò tutti i popoli si son volti a Pio IX, tutte le menti l'hanno proclamato arbitro della civiltà, tutti i cuori l'hanno benedetto.

La più dichiarata nemica del papato, l'Inghilterra, ha reso omaggio all'uomo di Dio, nel più augusto de' consessi, per bocca degli uomini di Stato, che ne sono guide e moderatori. Le loro nobili ed elevate intelligenze si sono commosse all'apparire di quella inaspettata luce sul Vaticano. Si sono volte amiche e riverenti per benedirla e avvicinarsele. Un nuovo senso, per dir così, di pudore si desta ne' Protestanti per le ostilità dirette contro i Cattolici. La coscienza pubblica rifugge spontanea dal contristare ed affliggere, mentre Pio IX benefica e consola. Il principio cattolico è riabilitato: l'antico grido No Popery suona come un anacronismo.[[6]]

Io non dico per questo che sia prossima o certa la fusione de' due principj, cattolico e protestante; ma dico e tengo per certo, che Pio IX ha abbattuto il maggiore ostacolo che le si opponesse; e, se non altro, ha coi suoi atti e col suo esempio insegnata la mansuetudine e la tolleranza, ha disarmata la persecuzione del suo flagello, e l'ha costretta almeno a vergognarsene.