—Quale ho d'ammannire, quella dei poveri o quella dei signori?

—Bella interrogazione!—rispose il frate, e la sola parte che si movesse nel suo corpo eran le labbra.—Non lo sai che il signor Consalvo fa la spesa? non è già uno di questi affamati di Barletta, che per non dar la torcia al curato, si fan portar via per poveri.... Di prima classe, ve l'ho già detto a tutti, di prima classe, campane, catafalco e messa cantata. Mi sembrate più balordi del solito.—

L'altro si strinse nelle spalle ed andando verso uno dei lati della sagrestia si tolse dalla vista di Fieramosca: questi però udì metter la chiave in un uscio ed aprirlo; poscia distinse un romore di passi che s'allontanavano, e per alcuni minuti non udì altro: poco stante i medesimi passi che ritornavano con uno stropiccìo come di cosa trascinata sul pavimento; e lo strepito veniva innanzi finchè ricomparì l'istess'uomo tirando e lasciando in mezzo alla sagrestia una bara nera filettata d'argento, avente una croce alla testa, ed ai piedi un teschio retto da due ossa poste sotto a guisa di croce di Sant'Andrea; vi buttò sopra un copertone di velluto nero, dopo che con un panno n'ebbe scossa per tutto la polvere. Mentre il beccamorto compiva quest'ufficio con quel fare sbadato e di mal umore, che pur troppo appare spesso negl'inservienti alle sagrestie, un'idea lieta trovò pure strada di fargli aggrinzar con un riso la pelle che gli copriva l'ossa delle guance.

—Dunque ci sarà da bere anche per me questa volta? È un gran pezzo che non v'è altro lavoro che di marinari e pescatori.... ringraziarne Dio che ogni tanto ne capita anche qualcuno di questi pe... (si voltò a un tratto quasi temendo d'esser udito, ed abbassata la voce seguitò) di questi pezzi grossi.

—Una volta tocca a tutti—disse il frate, tagliando la frase in due con uno sbadiglio.

—E può essere—seguitava il becchino, adattando la coperta sulla bara, e scostandosi per vedere che non pendesse più da una parte che dall'altra—può essere che la Beca, quella strega di mia moglie, ci abbia azzeccato. Jer sera (sentite questa) eravamo in letto, e si discorreva che si sta a spasso e non si lavora, e che la guarnaccia della donna e 'l sajo nuovo che mi potei fare coi danari che buscai nella morìa, cascan a pezzi.... E vedete se è vero (in così dire tirandosi le maniche sui gomiti mostrava la verità delle sue asserzioni); e in somma si diceva che, se tirava innanzi così un altro poco, saremmo morti di fame. Poi stamattina prima dell'avemaria, intanto che m'alzavo per iscender in chiesa:—Ohè Rosso!—dice:—sai che mi son sognato?—Dico:—che ti sei sognato?—Dice:—mi pareva che la cucina dell'osteria di Veleno fosse piena di letti, e l'oste giallo giallo per il primo, e in somma—dice—era tornata la peste, e c'eravamo rifatti, e tu andavi per Barletta vestito come un cavaliere.... In somma, dite voi fra Biagio, tra la guerra e la peste siamo lì?... e può essere che prima di stasera (e qui di nuovo abbassò la voce, e vedendo che dalla chiesa nessuno gli badava, accennò col pollice sulla spalla verso i tredici giovani), può esser in somma che qualcuno torni a casa sul quattropiedi...—

Il frate, o per isbadataggine o per mantenere i dritti della gerarchia, non si curò di rispondere, onde finì il dialogo. Il becchino, quand'ebbe messa in ordine ogni cosa, scomparve: e la bara rimase in mezzo alla sagrestia. Non venne in mente a Fieramosca, e se gliene fosse balenato un qualche sospetto l'avrebbe cacciato come una pazzia, per chi dovesse servire: non ostante non ne potè staccar gli occhi durante il rimanente della messa. I suoi pensieri si fermarono naturalmente sull'idea che quel giorno poteva esser l'ultimo della sua vita, e volse con più fervore lo spirito a Dio domandando di nuovo il perdono delle sue colpe. Riandava colla mente tutto il tempo trascorso da quando avea tolta Ginevra di Santa Cecilia; e gli pareva non aver rimorso d'altro, fuorchè del non averle palesato che Grajano era vivo. Di questo però come d'ogni altro fallo se n'era confessato la sera innanzi. Gli parve d'esser tranquillo, e di poter franco incontrar la morte. Terminò la messa, uscirono i tredici, seguitando Prospero Colonna, e vennero a casa sua, ove si posero a tavola per non andar digiuni a combattere.

Fra gli altri patti fermati d'accordo dalle due parti italiana e francese, v'era quello: che ogni uomo d'arme che venisse fatto prigione potesse, senza dover seguir il suo vincitore, riscattarsi coll'arme e 'l cavallo mediante lo sborso di cento ducati. Ognuno degl'Italiani consegnò il danaro al signor Prospero, ed i mille trecento ducati posti in un sacco furon caricati su alcuni muli, i quali avviati innanzi portavan sul campo provvisioni e masserizie che forse avrebber potuto bisognare.

Finita la colezione, tutti uniti andarono alla rocca ove il gran Capitano gli aspettava nella sala del ballo; preser commiato con poche parole e volto sereno da lui, che disse nel congedarli come gli aspettava a cena, e faceva preparare per ventisei persone, onde se i Francesi avesser dimenticato di portar con loro i danari del riscatto, non avessero ad andar a letto a digiuno. Scesero nel cortile ove erano in fila disposti i cavalli tenuti dai famigli. Montarono in sella, e a due a due s'avviarono, preceduti dalle trombe, ed accompagnati da molti amici e da una folla di curiosi.