—E come si chiama questo demonio?—domandò Boscherino.
—Non saprei... dicevano ch'è un gran barone franzese: un nome come la Crotte... la... la Motta. Ora mi ricordo, sì, La Motta: un pezzo di bestione, se vedi, che fa tremar la terra. Basta, la cosa è finita bene, e sguazzeremo se Dio vuole.—Voltando poi l'occhio all'interno dell'osteria:—E che fai?—gridava—traditore poltrone, che ancora non metti al fuoco; vuoi che ti misuri le spalle con questa zagaglia?—
Ed entrava difatti per eseguir la minaccia, ma si fermò vedendo che un gran pajuolo era già stato messo sopra una bracciata di quercioli, e la fiamma andava prendendo, e s'innalzava crepitando, mentre l'oste sudato e rosso, senza pensar più nè alla carestia nè all'assedio, e sapendo che con Paredes ed i suoi compagni non era da scherzare, correva per casa per dar ordine al tutto. In un lampo ebbe trovato quanto gli faceva mestieri, e scotennando un agnello, parte ne mise a bollire, e parte ne infilzò in due lunghi spiedi che pose a girare sugli uncini de' capifuochi. La faccenda prendeva buona piega.
—Or bene—disse l'ordinator della cena—buon per te Veleno. Se costoro giungevano, e non eri all'ordine, avresti provato quante libbre pesano le cinque dita di Diego Garcia. Vado, e te li mando qui di volo.
—Oh Ramazzotto, non verrai tu con esso loro?—disse uno de' caporali.
—Come potrei venire? La compagnia sta tuttora a cavallo. Mi conviene alloggiarla ed aver l'occhio al bottino, che è in piazza al castello; e di notte le mani lavorano, ben sai; nè fra queste squadre manca chi le sappia adoperare. Fieramosca, Miale Brancaleone e tutti i nostri son costì all'erta, ed a noi è commesso che non nascano scandali; agli Spagnuoli un'altra volta. A chi tocca, tocca.
—S'ell'è come tu di'—riprese Boscherino—ne verremo teco ed ajuteremoti.—Su, di buona voglia, compagni; quest'uom dabbene ha più miglia in corpo che non abbiam noi, e si vuole soccorrerlo.—Così usciti dall'osteria s'avviarono parlando delle brighe del giorno verso il luogo ove la compagnia di Ramazzotto lo stava aspettando. Questi tirandosi dietro per la briglia la sua cavalcatura, se ne veniva attorniato, narrando e rispondendo, e Boscherino seguiva tutto inteso a ciò ch'egli sapeva dire; quando si sentì tirare per la cappa, e volgendosi vide nell'ombra un uomo, che riconobbe per uno di que' due che avea lasciati cenando nell'osteria.
—Boscherino—gli disse sottovoce fermandolo, mentre gli altri seguivano la loro via—il duca ti vuol parlare: non ti sbigottire, chè non vuol farti un male al mondo. Però sta sull'avviso, e sii accorto. Andiamo.—
A Boscherino si mise la febbre addosso udendo queste parole, e disse che appena si poteva udire:—Siete voi D. Michele?
—Sì, son io: taci, e portati da quel valent'uomo che sei.—