—Tedesco! Tedesco!—disse allora Fanfulla scuotendo il capo ed alzata la voce:—ti farai dare un carico di legnate; e in ogni modo la giostra per oggi fa' conto d'averla veduta!—

E Martino non si moveva, solo a mezza voce brontolava; chè il suo avversarjo, benchè lontano, pure lo teneva in sospetto.

Prima fatto che detto saltò Fanfulla su una trave ch'era in traverso, prese di sotto il Conestabile per le gambe, il quale colto all'improvviso non potè ajutarsi, lo fe' sdrucciolar giù di dove era seduto, e lo tirò a sè credendo batterlo in terra; ma il povero Martino era rimasto incastrato in mezzo di due assacce, fra le quali il suo ventre non potea farsi strada, e gridava: Misericordia! ajuto! L'altro seguitava a dar tratti, tirate e scosse, e finchè quel pover uomo non fu a terra tutto pesto e pieno di graffiature, non fu contento. Ciò fatto, e dicendogli con pace:—Me ne dispiace al cuore, ma non te lo dicevo io che la giostra l'avevi veduta?—fece con diligenza salir Zoraide e Gennaro, e si cacciò tra la folla ridendo delle mille villanie gli mandava dietro colui, che s'andava racconciando e tastandosi se aveva nulla di rotto, raccoglieva il cappello, la spada, i guanti, durando fatica a rimettersi di quella sconfitta.

Zoraide intanto, che dal luogo procurato dalla vittoria di Fanfulla scorgeva ottimamente tutto l'anfiteatro, volse l'occhio in giro e lo fermò sul balcone in faccia, ove scorse Ettore che, seduto accanto a Donna Elvira fra i primi baroni, l'intratteneva e procurava colla sua cortesia di mostrarsi degno d'esserle destinato cavaliere in quel giorno. La giovane spagnuola di cuor caldo e di mente fervida, ed in parte anche leggiera, voleva forse attribuire a quelle attenzioni una causa che in lei lusingava del pari l'amor proprio ed il cuore. Il loro dialogo aveva spettatrici due donne, che a distanze diverse, e con sentimenti dissimili, pure non ne perdevano un cenno. L'una era Zoraide che, troppo lontana per poter udire i loro ragionamenti, vi prendeva però premura tale, e tanto attentamente seguiva ogni lor moto da doversi accorger che la figlia di Consalvo sapeva apprezzare quanto valesse il prode italiano, e non lo guardava colla sola benevolenza della cortesia; non si sentiva di dar giudizio quali fossero i pensieri di Fieramosca, ma un cuore nei termini ove si trovava il suo suol tremare d'un'ombra. L'altra era Vittoria Colonna, che per esperienza aveva conosciuto non saper la giovane Elvira abbastanza guardarsi contra gli assalti d'un bel viso e di dolci parole. Sentiva per lei affetto vero e profondo, ed appariva dalla fronte severa e dallo sguardo penetrante della figlia di Fabrizio che vedeva mal volentieri stringersi tanto que' ragionamenti, e ne temeva le conseguenze.

Quel primo toro entrato nell'arena era stato sul principio abbandonato alla moltitudine; molti erano venuti a combatterlo con varia fortuna, ma senza poterne ottener vittoria. Da un palco laterale ove coi baroni francesi eran molti Spagnuoli ed Italiani scese finalmente Diego Garcia, che era da que' forestieri stato pregato desse saggio di sua destrezza in questo genere di combattimento. L'abilità del matador (ossia uccisore del toro) consiste oggi in Ispagna nel saper cacciargli la spada nella giuntura delle vertebre del collo, mentre abbassa il capo per levar sulle corna il suo avversarjo: in que' tempi, ove il maneggio d'armi pesanti cresceva alle braccia la forza, si soleva tener per miglior colpo lo staccar netto con un fendente il capo del toro; ed a chi accoppiava molta forza a molta destrezza sovente riusciva.

Paredes entrato nell'arena col suo buon spadone a due mani che teneva sulla spalla sinistra, vestito in giustacore di bufalo e colla testa scoperta, vide che il toro era già stato ferito e perdeva sangue. Accennò ai donzelli, e disse volerne uno fresco; perciò fu tirato il laccio a quello già combattuto e condotto fuori, ed aperto il rimessino n'uscì un altro maggiore, d'aspetto feroce, che dallo scuro venendo al sole, aizzato ed infierito cominciò a scorrere a slanci l'arena come è costume di questi animali, finchè, visto il suo antagonista, gli si fermò rimpetto, abbassando il capo, mugghiando, con un palmo di lingua fuor della bocca; quasi volesse prender campo, s'arretrava, gettandosi l'arena coi piè dinanzi sulla groppa e sul collo. La forza di Garcia era somma; sarebbe stato però fidarvisi troppo volerla metter con un toro che aveva la fronte armata di grandissime corna, ed un collo largo e nerboruto da non temer paragone; lo Spagnuolo vide che bisognava operar con cautela. Alzò a due mani lo spadone sulla spalla manca, col piè dritto battè due o tre volte il suolo, gridandogli ah! ah! Il toro abbasate le corna si getta sul suo nemico; questi ne era quasi giunto, allorchè lanciatosi da una parte gli cala sul collo la spada con tanta forza e fortuna, che il capo cade sull'arena, ed il corpo fa ancora uno o due passi prima di stramazzare.

Uno scoppio generale di grida fe' plauso a Diego Garcia, che tornò a sedersi fra' suoi. I cavalieri francesi non avvezzi a questo genere di spettacolo, vedendo con quanta facilità lo Spagnuolo avesse tagliato quel collo, pensarono fosse cosa molto agevole. E come erano uomini sul fiore dell'età e della forza, e venivan loro benissimo maneggiate l'arme, dicevano: Anche noi faremmo lo stesso. E quello che lo disse più degli altri fu La Motta, il quale, come vedemmo, prigione di Garcia se n'era riscattato: superbo per natura, aveva sempre con lui il dente avvelenato; non che ne fosse stato trattato male, ma perchè gli pareva troppo strano l'aver avuta la peggio, ed il vedersi davanti chi l'avea fatto stare a segno.

Lodò il colpo di Garcia per non parer invidioso e scortese; ma con quel viso che i Francesi d'oggi chiamano suffisant, a definir il quale gl'Italiani mancano forse di vocabolo adattato e gli disse, stando ritto e pettoruto, e, come era suo costume, senza molto voltarsi verso lui:—Bravo, Don Diego; ben tagliato, Par Notre Dame; poi volto al suo vicino Francese disse sorridendo: Grand meschef a été que le taureau n'eût pas sa cotte de mailles; la rescousse eût été pour lui.

Paredes l'intese, e gli saltò la stizza e disse fra sè: Voto a Dios que he de saber si ese perro frances tiene los dientes tan largos como la lengua[9]. Gli s'avvicinò e gli disse:

—Quanti bei ducati d'oro vi piacerebbe pagare se a me bastasse la vista di tagliar a un toro il collo armato di maglia? e voi non poteste neppur tagliarlo nudo. E anche senza parlar di ducati, chè non voglio si creda che Diego Garcia pensi a farsi pagar come un torero, vada solamente l'onore, e vediamo se saprete imitare il mio colpo come lo sapete deridere.