—Bella? e come!—prese a dir Gennaro, che si moriva di voglia di servire esso di storico, e cominciò dall'uscita di Consalvo, descrivendo il meglio che poteva la ricchezza e le gale di quei baroni; poi coll'idea di farle cosa grata le diceva, scuotendo il capo e stringendo le labbra, nel mentre che le sue mani facevano girare e rigirare la berretta in cento modi:—E se aveste veduto vostro fratello come stava a cavallo, su quel bel puledro color d'argento; tutti dicevano: che bel giovane! E per dir la verità con quel vostro mantelletto azzurro era proprio una pittura. Mi son voluto ammazzare tra la folla per seguitar la cavalcata fuor di porta! Ci voleva buoni gomiti, ve lo dico io, sì.... ma quando la figlia del signor Consalvo è scesa di lettiga, ero accosto come da me a voi; e il signor Ettore l'ha messa a cavallo.... cioè, dirò meglio, essa gli ha appoggiato un piede sul ginocchio, un piedino così, vedete! (e per mostrarne la misura stendeva il pollice della mano destra appuntando l'indice della manca alla sua attaccatura), e poi su, svelta come un grillo; e sapete che cosa vi dico? non le dovrebbe dispiacere vostro fratello; chè quando è stata in sella gli ha detto certe paroline, e gli ha fatto un bocchino, che beato chi l'ha veduto: e lui, mi son accorto, s'è fatto rosso; Dio sa che cosa si son detto! e ho pensato fra me: sta attento che il signor Ettore s'avesse da fare sposo: sarebbe una gran bella coppia, ve lo dico io: pajon fatti l'un per l'altro.—
Pensi ognuno se questo racconto, e queste riflessioni erano grate a Ginevra. Non potendole sopportare, e volendosi tor dinanzi costui, disse brevemente:
—Sì, sì..... mi racconterai ciò un'altra volta—E si volgeva per andarsene con Zoraide alle sue stanze. Ma Gennaro che era sul bel dire non volle lasciarla e proseguiva:
—Eh questo non è niente! bisognava vedere poi alla giostra, nel palco de' signori; è stato sempre seduto vicino a lei, e non hanno fatto altro che discorrere; e poi, ecco qui la signora Zoraide ve lo può dire, se tutti non ponevano mente a loro. Anzi c'era l'oste del Sole che provvede il vino in castello, e diceva che il padre è contento che la sposi: sarebbe un bell'affare sapete! quante belle migliaia di ducati! Altro che tribolarsi la vita sua a cavallo, alla pioggia e al vento!—
Ginevra, per finir questi discorsi che troppo la pungevano, quantunque ne conoscesse la vanità, disse:
—Ma la giostra, in somma, la giostra?
—Oh la giostra! A Barletta non se la ricorda nessuno la simile.—
E qui principiando dalla caccia de' tori, e dalle prodezze di Don Garcia, descriveva poi le battaglie all'azza ed alla lancia, ripetendo i nomi d'ognuno gridati già dagli araldi. La sua memoria lo servì anche troppo. Quando fu a conchiudere disse:
Quello poi che ha finita la festa, ed ha scavalcato i tre Spagnuoli uno dopo l'altro, è stato il signor Don Grajano d'Asti.
—Chi, chi?—disse Ginevra con un'alterazione di volto e di voce che non potè nascondere.