Come tutte le antiche immagini, il volto di quella Madonna mostrava una cotal mestizia tanto divina ed augusta, che sembrava alla travagliata giovane sentisse pietà del suo dolore, e persino, a forza di fissarvi lo sguardo, le parve scorgere come un balenamento negli occhi, che l'empiè d'un santo terrore; pure in parte la riconfortava. «Vergine santa e gloriosa! diceva alfine con piena d'affetti: chi son io per meritare la tua pietà? Eppure chi m'ajuterà se tu non m'ajuti? Ecco a' tuoi piedi i miei affanni; vedi ch'io non reggo a questa prova, e non valgo ad uscirne: oh Vergine mia pietosa, mettimi in cuore tanta forza ch'io possa ciò che pur vorrei!» E cogli occhi sempre fissi in quella, e sgorgando lagrime che le bagnavano le gote ed il seno, stette così lungo tempo quasi ponendosi sotto la protezione di colei che vuol esser chiamata madre e consolatrice degli afflitti: e scorgeva alla prova quanto, a chi in terra ha perduto tutto e persin la speranza, possa giovar ancora volgersi al Cielo.

Le ritornavano alla memoria tutte l'ore del viver suo; le innocenti gioje dell'infanzia, gli affetti della giovinezza, le prime parole d'amore udite, i primi rimorsi provati; poi tutta la farragine di pene e di guai venutale addosso dopo preso marito: considerava quali fossero stati questi suoi ultimi anni, in una vicenda continua di poche gioje (e queste tutt'altro che pure) e di tante amarezze e sì cocenti rimorsi. Ed ora per soprappiù vedeva, come un lungo sogno che si scioglie, dileguarsi persino la certezza della quale s'era fino a quel tempo nutrita, che Ettore non fosse mai per cambiarsi a suo riguardo. E quando scossa da tanti colpi, e quasi volendo seguir la voce di Dio che la chiamava, pure non le pareva possibile di risolversi, ecco la volontà divina parlar più alto, e porla quasi a forza sulla strada che doveva battere, col farle in un modo così inaspettato ritrovare il marito. «Ogni dubbio, pensava, ora è rimosso. Finch'io potei credere che più non vivesse, forse v'era modo a scusarmi; ma ora potrei, sciagurata, tirar innanzi così?»

Qui un nuovo impensato ostacolo le sorgeva contro. «E quando gli anderò innanzi, e mi domanderà: Dove fosti sin ora?»

Non era facile trovar la risposta. Colpita da tal idea le sembrò così assolutamente impossibile risolversi d'incontrare gli sguardi del suo giudice, che ne depose tosto interamente il progetto, e si diede a cercar altra via onde uscir da quel labirinto. Ma quanto più vi pensava tanto più conosceva che il passo, pel quale sentiva tanta ripugnanza, era appunto quel solo che potesse e dovesse fare; e diceva fra sè: Di chi mi potrei dolere? di me stessa. S'io mi fossi governata in altro modo, e come avrei dovuto, non mi toccherebbe ora quest'umiliazione così amara; e tanto più amara diverrà, quanto più sarà lungo l'indugio.

Ginevra aveva un animo di tempra forte e perciò nemico dello stare lungamente irresoluto; disse dunque animosamente: Posso viver sempre in tanti rimorsi? no. Posso rifiutar le speranze, estinguere i terrori d'un'altra vita? no. Dunque si faccia il debito senza curarsi d'altro; le angosce cui vado incontro siano espiazioni de' miei errori; e tu, Madre divina, avrai pietà di me in questo mondo e nell'altro. Se Grajano non vorrà perdonarmi, che cosa potrà farmi al peggio? Uccidermi? L'anima mia immortale volerà innanzi a Dio, e potrà offerir frutti di penitenza e meritar misericordia e perdono.

Dopo un'ultima preghiera fervidissima risalì in chiesa con passo fermo e veloce, quasi così le paresse farsi più animo, e s'andò a chiudere in camera per pensare qual modo terrebbe nel mettere il suo progetto ad esecuzione. Sedè, com'era suo costume, al balcone che guardava Barletta, e incominciò a pensare. Per ritornar col marito non poteva immaginare giorno in cui ciò fosse per riuscirle più agevole, essendo certa di trovarlo alle feste nella rocca di Barletta, ove senza ostacolo poteva in mezz'ora condursi per mare. Se all'opposto avesse aspettato che fosse di nuovo al campo francese, le difficoltà se le raddoppiavano. Perciò diceva: Qui non è da dubitare; prima di domani bisogna ch'io sia seco.... Ma con Ettore, come aggiustarla? Dentr'oggi non verrà sicuramente: aspettare? non posso; lasciar l'isola, abbandonarlo, e che neppur sappia che sia avvenuto di me? dopo che s'io son viva lo debbo a lui? Qui le nacque un pensiero degno solo d'un'anima qual era la sua. Se nel lasciarlo, disse fra se, gli fo sapere qual è il mio cuore per lui a questo passo, troppo lo conosco, non avrà più un'ora di bene fin che vive; se invece me ne vo senza dirne la cagione, penserà ch'io fui una sconoscente; la memoria di me meschina gli sarà presto cancellata dal cuore.... Non potè reggere a questo pensiero, sospirò, e disse: I miei peccati son grandi, ma sono pure orribili queste pene!

Con quell'inquieta sollecitudine che si prova nelle forti scosse dell'animo, si alzò asciugandosi gli occhi col dosso della mano, e si pose ad ammannire quel poco che pensava portar con sè. Nel cercar in un cofano, le vennero fra mano certi ritagli del mantello azzurro di Fieramosca, e gli avanzi del filo di argento col quale era ricamato. Il lettore saprà immaginare che cosa sentì in cuore Ginevra a quella vista.

Il primo moto fu di prenderli per portarli con sè; ma tosto disse, riponendoli ove gli avea trovati: No.... ogni pensiero di lui deve esser cancellato, e per sempre: saperlo felice per cagion mia, ciò deve bastarmi quaggiù.

Scrisse alla badessa ringraziandola in poche parole dell'ospizio accordatole, e raccomandando a lei la sua amica; le diceva che un motivo gravissimo l'obbligava a partirsi senza toglier commiato, e che sperava fra non molto trovarsi in parte onde avrebbe potuto darle più chiara contezza dell'esser suo.

Compiuto così quest'ultimo uffizio, nulla più le rimaneva da fare al monastero; ma non voleva partire innanzi sera. Avanzava un'ora circa di giorno, e si dispose d'aspettar la notte pazientemente seduta al balcone: nè vi poteva esser per lei in quel momento modo più travaglioso di passar il tempo. Se volgeva lo sguardo all'interno della camera, la vista del piccolo involto che aveva deposto sulla tavola, e dovea esser con lei in un viaggio tanto angoscioso, le anticipava, per dir così, que' dispiaceri: se guardava il letto rifatto come il solito dalla conversa, pensava che v'era entrata la sera innanzi per l'ultima volta, e Dio solo sapeva dove avrebbe dormito la sera vegnente. Fuori del balcone era peggio: vedeva quel tratto di mare che la separava dalla rocca di Barletta, e si ricordava quante volte aguzzando le ciglia avea scoperta, come un punto oscuro sull'acque, la barchetta condotta da Fieramosca. Toccava ora a lei varcar quello spazio, per andare dove?...