Le loro ricerche non furono lunghe, Laudomia s’accorse tosto ch’era pazzia volerne sperar alcun frutto, ed ebbe presto ricondotto Lamberto al portone di casa. Questi avea taciuto un pezzo, ondeggiando in mille pensieri e mille sospetti, pure alla fine non si potè più tenere, e quando vide che era sul timore, disse fermando Laudomia pel braccio:
—Ma non dovrò io sapere che cosa sia tutto questo mistero?—
—Oh! Lamberto, ve ne prego, ritroviamo il babbo prima—rispose Laudomia; pure strascinandolo seco, ed a passo veloce, giunsero ed entrarono in casa.
La giovane picchiò all’uscio di Niccolò, chiamandolo, e nel tempo che egli penò a venir ad aprire prese le mani a Lamberto, e con passione grandissima, e quasi piangendo, gli disse all’orecchio:
—Oh, non dir parola che lo contristi, povero babbo!—
Poi, quando udì i passi gravi del vecchio che s’accostava, spinse così un poco Lamberto, onde il padre non se lo vedesse davanti improvviso, ed in quella l’uscio s’aprì. Niccolò, fieramente turbato ancora per la comparsa della Lisa, alla quale mal grado la sua terribil natura, sentiva pur sempre d’esser padre, aveva il volto affilato e pallido, e malsicuro l’andare. Credè che Laudomia venisse a star seco il resto della sera, che ancora non era molto innanzi, perciò senza parlare ritornò in camera e si rimise sul suo seggiolone presso al cammino, riprendendo un libro di preghiere che stava leggendo. Ma Laudomia accostandosegli, e facendosi lieta in viso quanto poteva:
—Ho una buona novella, babbo,.... sapete chi è arrivato?.... e sta qui fuori?....—
—Lamberto? rispose il vecchio alzando un tratto il viso, e facendo l’atto di rizzarsi.... «Oh! vieni, vieni figliuol mio, gridò;» e Lamberto che stava in orecchi gli si fu in un baleno inginocchiato davanti. Niccolò presogli il capo tra le palme se lo stringeva sul petto. Laudomia in piedi, colle mani giunte e gli occhi al cielo, pregava Iddio che gli ajutasse tutti e tre a questo terribil passo.
Rimasti così un momento senza parlare, Niccolò, discostando da sè il volto di Lamberto, e messagli sulla fronte una mano, si poneva a guardarlo fisso. Alla fine con un sospiro risoluto disse: