—Tu non m’hai più viso di fanciullo. Codesto è viso d’uomo forte ed ardito.... ti sta bene quel bruno.... ti sta bene quel taglio che ti fende la gota... Tu hai attenute le tue promesse Lamberto!... ma noi!....—
E qui il povero vecchio alzando le mani scarne al cielo se le battè sulla fronte coprendosi gli occhi, e stette così tanto che si sentisse sicuro di non prorompere in pianto.
—E noi, proseguiva, che avevam pensato rivederti, riceverti con festa, aprirti le braccia tutti e dirti, ora finalmente sei nostro davvero!... Io che avevo creduto accoglierti colla fronte sicura e serena,.... son qui innanzi a te.... ed è la prima volta in novant’anni, Lamberto!.... Son qui come un reo costretto a confessar l’onta sua colla propria bocca! Io mi sentirei spinto a cader ginocchioni, ma tu non lo vorresti patire.... Ascoltami, Lamberto, e sii uomo, quale dimostri nell’aspetto.—
Il povero giovane, tutto sotto sopra, stava pur sempre con un ginocchio a terra, guardando il vecchio con occhi pieni di maraviglia, e direi quasi di spavento, che dalla bocca di Niccolò cotali parole eran veramente terribili, e da far presagire ogni peggior male.
—Messer Niccolò, voi mi fate morire con questi discorsi così oscuri, parlate, col nome di Dio, e di me non dubitate.—
—Ebbene, sappi dunque, ch’io sono vituperato, che la Lisa ha tradito me, ha tradito te, la casa sua, la patria.....—
Lamberto si trovò in piedi d’un balzo, e senza accorgersene, colla mano in sull’elsa.
—Per Dio eterno, ciò non può essere..... voi siete tratto in errore... e chi v’ha dette codeste favole ne mente per la gola....—
—Lamberto, rispose Niccolò prendendolo pel braccio e facendoselo sedere accanto, io che ti parlo sono suo padre sai!... Ora dunque taci ed ascolta,—Sì, la Lisa ci ha traditi tutti,.... dal sangue de’ Lapi, dal sangue di Niccolò ha potuto nascer donna capace di darsi in braccio ad un traditore, nemico di questo popolo di questa città.... tale è stato il giudicio di Dio su questa casa.... Justus es Domine, et rectum judicium tuum!—