—Sarebbe cacio sui maccheroni; ora s’io mi appongo, e se quest’occasione ti si para innanzi, sappi usarla chè buon per te!—
Troilo uscì, ed invece della Lisa trovò Bindo, il quale più volonteroso che savio, s’era posto in animo di far le vendette della sorella fin dal giorno della sua cacciata di casa, nè mai fin allora s’era trovato libero di mandare ad effetto questo suo disegno.
Se Troilo fosse andato solo forse gli sarebbe riuscito, ma egli nell’avviarsi fe’ cenno a quattro soldati di tenergli dietro, e la cosa finì appunto nel modo narrato alla fine dell’antecedente capitolo.
Quando il giovinetto fu menato prigione e si trattò d’impiccarlo, Troilo avrebbe potuto di leggieri campargli la vita, dicendo una parola all’ufficiale che aveva la cura di mantener quieto il campo, e punir i disordini e le risse. Fu anzi sul punto di risolversi, poi disse fra se:
—Lascialo impiccare! ciò potrà per avventura liberarmi da questa maladetta andata in Firenze.—
—A quel poltrone di Baccio non verrà più in capo, cred’io, mandarmi in casa di chi avrà avuto il figlio impiccato per cagion mia.—
Così lasciato la piazza s’avviava lentamente verso la villa Guicciardini. Ma Baccio, che dubitava potesse da questo fatto nascere occasione favorevole a’ suoi disegni, e che non era uomo a trascurare le piccole cose, sapendo che dalle piccole nascon talvolta le grandi, non s’era contentato d’aspettare il suo ritorno, ma uscito poco dopo ne veniva verso piazza, e s’imbattè in uno di quei soldati che avendo ajutato a prender Bindo se ne tornava narrando il caso a chi veniva con lui.
Il Valori domandando con premura che fosse accaduto, e saputa appena la cosa, e che si stava per impiccare il figlio di Niccolò, si cacciò a correre quanto poteva, e giunse per fortuna appunto in quella che il povero fanciullo con un piè sul primo scaglione stava per salire il secondo.
Parve a tutti cosa grandissima vedere il Commissario del campo comparire in quel luogo, aprendosi a furia la strada tra le genti colla voce a colle spinte, onde il carnefice soprastette all’esecuzione, ed il Valori, fatto sciogliere e liberar dal laccio il giovinetto, che pure aveva il viso bianco come un panno lavato, gli fece animo con umane parole, dicendogli non dubitasse di nulla, e presolo per la mano lo condusse fuori di quella calca.