—Questa sola mancava! diceva Baccio tra’ denti, pensando al pericolo corso di mandar per la morte di Bindo tutto il suo disegno a monte; e siccome i tristi tra loro si conoscono, sospettò al primo qual fosse stato il calcolo di Troilo nel permettere questa uccisione. E tirando pur sempre verso la villa, con Bindo per la mano, diceva in cuor suo:

—Troilo, Troilo! Tu sei volpe giovane! ed io volpe vecchia; se me l’appicchi mio danno!... ma io mi conforto che l’andrà a mio modo e non al tuo.—

Giunto in casa consegnò ai suoi servi il giovinetto onde lo confortassero con cibo e vino, e gli preparassero un letto; ed egli, rassicuratolo di nuovo con amorevoli carezze, se ne tornò nella sala ove poco stante comparve anche Troilo.

—Se non ero io, disse Baccio battendogli sulla spalla, a quest’ora tuo cognato tirava de’ calci al vento.... ora ringraziami, ch’io t’ho campato d’un gran pericolo, che insieme con quel fanciullo sarebbero morte tutte le tue speranze di guadagnarti la grazia del papa.—

—In verità ch’io v’ho un obbligo grandissimo, rispose Troilo con un viso marmoreo, (se l’espressione è lecita) sul quale era impossibile scorger traccia di quel che realmente pensava in quel momento. Impossibile ai più; ma non a Baccio, che benissimo indovinò i suoi pensieri, e sotto i baffi si rise di lui.

Fanfulla frattanto, che avea visto prepararsi il supplizio del giovinetto, e poi capitar ivi con tant’impeto il commissario stesso a liberarlo, gli tenne dietro, quando uscì dalla folla, e giunse all’alloggiamento del principe un momento dopo ch’egli v’era entrato. Un famiglio pregato da Fanfulla andò nella sala ov’era la brigata, e disse a Troilo:

—Sta qui fuori un uomo.... pare uno zingano, che dice avrebbe a farvi motto, per parte d’una gentildonna di Firenze.... e non vuoi dir chi sia....—

—Oh! insomma, rispose Troilo, io credo che stasera e’ voglian la baja del fatto mio! digli che vada al bordello lui ed essa....—

—No, no, aspetta, interruppe il Valori, e preso sotto braccio il giovane lo strascinò fuori dicendogli: Eh, non andar tanto a furia! udiamolo prima. Giunti nell’anticamera ov’era Fanfulla, Baccio fece le viste di andare oltre, e si nascose dietro una portiera d’arazzo per poter udire ogni cosa. Fanfulla, fatta riverenza a Troilo, gli disse come una gentildonna, ch’egli dovea molto ben conoscere, s’era partita da Firenze apposta per venirlo a trovare, e che l’aspettava poco discosta. Interrogato poi dal giovane chi fosse, che cosa volesse, Fanfulla, con fare ambiguo e mezzo ridendo, gli diceva:

—Chi sia e che cosa voglia voi lo vedrete.... e non v’avrete a pentire d’aver preso questo poco disagio di venir dove lei....—