—Oh, parlami chiaro!.... senti, uom dabbene, io ho certi sospetti....dimmi, è ella la Lisa, figliuola di Niccolò de’ Lapi?—

—Voi vi siete apposto, rispose Fanfulla, che credette legger sul viso di Troilo pensieri favorevoli alle speranze della Lisa; venite dunque, chè la poverina v’aspetta come un’angelo del cielo. Mentr’egli parlava, il Valori, che gli rimaneva dietro le spalle, alzata la portiera badava a far cenno a Troilo che andasse presto, ond’egli disse «moviamoci dunque» e preceduto da Fanfulla uscì della villa, senza prender seco altra compagnia, per esser la donna, al dir della sua guida, appiattata là dentro l’ultima casa dalla terra ed a pochissima distanza.

Sarebbe cosa difficilissima voler determinare quale fosse l’animo di Troilo in quel momento. I misteri del cuore umano sono tanto profondi, ed il bene vi si trova misto col male in un modo così inestricabile, che riesce talvolta assai arduo il giudicare anche i maggiori ribaldi. Forse al punto di por mano irremissibilmente a quest’opera tenebrosa la sua coscienza mandava l’ultimo grido. L’idea di riveder quella misera che avea tanto patito per lui, che tutta si rimetteva nell’amor suo: d’accoglierla fra le sue braccia, e quel suo stesso confidente amore farlo servir di rete ove rimanesser colti i suoi più cari, e cadessero così in mano de’ loro implacabili nemici, tutto ciò era talmente vile ed orrendo, che non era possibile, per quanto fosse ribaldo, vi si accingesse con animo freddo e tranquillo. Ma la voce del suo buon angelo non potè farsi dar retta da lui tutto invaso dal desiderio d’una grandezza futura, che tratto tratto gli s’affacciava vivissimo; dall’orgoglioso pensiero che gli persuadeva esser male assai leggiero l’ingannar una fanciulla popolana quando n’andava lo stato e la fortuna d’un gentiluomo. Quel momento d’incertezza e di rimorso, se pure n’ebbe, passò come un lampo: fermò l’animo anticipatamente per non lasciarsi commovere da qualunque cosa potesse udir dalla Lisa, e per acquetarsi interamente, diceva in cuor suo: «Che gran danno avrò io poi fatto a costei? aver un fanciullo da un gentiluomo! quasi ciò non accada ogni giorno! ma io non farò come molti altri, e le darò tanti danari che bastino a trovarle un marito suo pari.»

Mentre Troilo veniva camminando con questi pensieri, la Lisa, che aspettava col cuore tremante da una mezz’ora in circa, stimando invece fosser già trascorse due ore almanco, stava timorosa di qualche nuova disgrazia. Sul punto di riveder quello che avea cotanto amato, il suo cuore, cacciando tutt’i sospetti, s’era inebbriato della sola idea di giunger pur una volta ad essere tra le sue braccia. Ma la poverina s’affliggeva pensando: «Dio sa come mi troverà! I dispiaceri, lo stento m’hanno tanto consumata!.... Oh! che cosa pagherei d’esser bella come era una volta!» E per fare almeno tutto il possibile, si veniva racconciando alla meglio i capelli, e spogliatasi una vestaccia che s’era messa per aver sembianza di zingana, rimaneva coi panni che si trovò aver indosso quando uscì della casa paterna, i soli che possedesse dappoi, e procurava disporli con buon garbo più che potesse: e in tutti questi rassettamenti usava gran riguardo di non far rumore, temendo a ogn’ora di venire sentita o scoperta.

Finalmente ode passi d’uomini sulla strada, tende l’orecchio rattenendo l’anelito; i passi s’accostano, varcano una siepe, e si dirigono alla sua volta: l’oscurità impediva di discernere chi li movesse, ma ben tosto udì la voce di Fanfulla che diceva:

—State di buona voglia, madonna, eccolo lui in persona.—

La giovane si volle alzare, ma le forze le mancarono, cadde sulle ginocchia, dicendo:

—Oh! Troilo mio, t’ho pur riveduto prima di morire!—

Il giovane raccoltala da terra se la stringeva al petto, con parole di tanta tenerezza, così appassionate, che la Lisa per poco non gli rimase in braccio svenuta.

Conoscendo noi l’animo di chi le proferiva non ci regge il cuore di riferirle.