All’epoca del nostro racconto il viottolo pel quale vi si giunge dal piano de’ Giullari era chiuso tra due file di cipressi, per mezzo le quali la Lisa e Fanfulla venivan camminando, preceduti da Michele, che con una lanterna illuminava la via. Giunti in casa, e nella camera ove Troilo dormiva, disse il servo:

—Madonna, il padrone m’ha comandato ch’io facessi ogni vostro volere.... già e’ non accadeva... io che gli sto vicino di dì e di notte, so ben io.... infin quando dorme, vedete, egli ha sempre in bocca il vostro nome.... ancora jer notte, senza andar più in là.... lo sentii... credo che sognasse.... e gridava «Io voglio la Lisa mia! Se non la riti trovo io morrò senza manco nessuno!»

È facile l’immaginare quanto dolci suonassero al cuor della giovane i discorsi di quel mariolo. Malgrado la lunga via, ed il disagio sofferto, non le pareva a quel punto sentir più stanchezza, e col bimbo in collo che le dormiva su una spalla andava girando per le camere; e considerando il disordine grandissimo ch’era là dentro, diceva sorridendo a Fanfulla:

—Si vede bene che qui non son donne! Guardate, poverino, egli ha un letto che un cane non ci dormirebbe.—

E nel dir queste parole, dato a Fanfulla il bambino, si poneva sollecita a rassettar le coltri, rimboccar le lenzuola, osservar che pendessero uguali e simmetriche da tutte le parti, con quel fare di superiorità incontrastata che è proprio delle donne in queste occasioni. Rifatto il letto a suo modo si volgeva al resto della stanza, ove non eran che poche sedie ed una tavola, ingombrate in modo di biancheria, panni, guanti ed altre robe, che molte eran cadute a terra. Le sole armi tutte riunite insieme pendevano forbite e lucenti lungo la parete. Era sulla tavola una specie di valigetta mezzo aperta. La Lisa per fortuna non pensò nè a toccarla nè a guardar che cosa contenesse; avrebbe forse in esse trovato materia di gravi obbiezioni alle parole udite poco prima dal servo.

Finito di metter in ordine, e coricato nel letto il fanciullo, diceva, guardandolo dormire riposatamente:

—Oh! vedete, Fanfulla, se questa cosa non par proprio condotta da Dio! Jer notte egli ebbe a morire.... e stasera, con tutto il disagio ed il freddo di questo viaggio.... e’ par che non abbia avuto mai male! Da quanto tempo me lo diceva il cuore, che a venir qui sarebber finiti tutti i miei guai!—

Il seguito di quest’istoria mostrerà quanto sia un bel fidarsi di quel benedetto cuore, che però moltissimi, e le donne più di tutti, ascoltano qual consigliero e profeta infallibile.

Troilo frattanto spiccatosi dal Valori se n’era venuto a casa diviato; ed entrando nella camera, ov’era atteso con tanto desiderio, buttò su una sedia cappello e pastrano, e mettendo un respiro libero, disse con grande allegrezza: