—Madonna, io lo sapevo, che questo giorno doveva venire, e.... non per vantarmene.... ma m’ero botata a’ Servi di digiunare ogni sabato, perchè Dio e la santissima Nunziata ci facessero questa grazia.—
—Io t’avrò dunque quest’obbligo,—rispose Lisa sorridendo.
Ma non fu mai possibile di far bere Maurizio, che alle istanze della fante rispose sempre «Non hafer sete!» e neppur a Lamberto non venne fatto di vincerlo, onde spiccandosi dall’impresa, gli disse ridendo, Vieri:
—Se tu avessi saputo che non amasse il vino, conveniva lasciarlo bere l’acqua dell’Adda.—
Maurizio ingrugnato non rispose, e se n’andò brontolando e ripetendo fra se stesso: «Harchipusata, e non picchier di fino!»
La brigata intanto senza badargli s’era seduta in cerchio attorno al fuoco; le due sorelle vicine, Laudomia con Arriguccio sulle ginocchia, Troilo accanto alla Lisa tenendola per la mano, Fra Benedetto allato a Niccolò, e tutti con modi più sciolti venivano entrando in varj ragionamenti, quando a un tratto vennero scossi, ammutolirono, e teser l’orecchio all’udire un tocco della campana grossa del Consiglio, e poi due e tre e quattro, e via via sempre con maggior furia sonare a stormo, e quasi ad un tempo risponder tutte le campane della città, con un fremito, un rombo lontano che pareva venisse per l’aere dall’alto, e nascesse da turbe che mandasser grida e facesser tumulto in distanza; poi qua e là si fecer sentire colpi d’archibuso, e poco stante scoppi più forti d’artiglieria; ed intanto il fragore pareva si venisse accostando, le vie s’empievano di gente, di romore, di grida, s’aprivano e si serravano a furore porte e finestre, e pareva insomma che la città tutta si fosse per qualche grave ed impensato accidente levata in arme: e facendosi d’ora in ora più frequente il correr de’ popoli per le vie, e più alto il bisbiglio, s’udì sotto le finestre passar correndo una frotta d’uomini, ed una voce gridare: «Arme, arme, popolo e libertà!.... I nemici sono in Firenze!»