In breve prese sonno, ma non istette molto a venir destata da uno strepito, che al primo svegliarsi non sapeva d’onde nascesse, tosto però s’accorse esser passi nella camera di sopra, e naturalmente i suoi pensieri si volsero a Lamberto, ricordando una ad una tutte le circostanze che a lui si riferivano sin dalla loro infanzia: fermando con delizia la mente a quell’epoca ov’egli aveva a lei consacrato il primo pensiero d’amore: chè Laudomia era modesta, ma al tempo stesso sagacissima, e s’era allora benissimo accorta qual fosse per lei il cuore del giovane, quale la cagione che l’impedì di scoprirsi, e come poi a poco venisse preso dai modi più facili della sorella, alla quale ella aveva così tosto sacrificato ogni pensiero di sè, solo per procurarle ciò che stimava la maggiore tra le venture. Ma ora che le cose eran tanto mutate, le pareva nella serie de’ tanti accidenti avvenuti, scorger come una traccia disposta da Dio per unirla poi finalmente a quel solo col quale si sentiva di poter esser felice.
Un discorso tenutole da Niccolò la stessa sera dell’arrivo di Lamberto la raffermava in queste idee, e la persuadeva che le era lecito aprire il cuore alla nuova speranza. Egli, presala per la mano, quando furon rimasti soli, le avea detto: «Laudomia, io non ho pensiero che tanto mi stia a cuore, e tanto mi tenga in travaglio nei rischj di quest’assedio, quanto quello della tua sicurezza e del tuo bene. Da più di un anno tu hai rifiutato molti parentadi che ti s’offrivano, assai onorevoli. Avrai avute le tue ragioni, nelle quali non m’intrometto; ma ora, lo vedi, io son vecchio, mille pericoli ti circondano; vorrei pur vederti appoggiata a tal braccio, che ti potesse guidare e difendere. Io ho pensato a Lamberto per te? Ora sta a te il pensarvi. S’io ti comandassi di dargli la tua mano, m’ubbidiresti?»
Laudomia, che non confondeva il pudore colla simulazione, gli avea risposto, arrossita bensì un poco, ma schietta ed ingenua: «Babbo, v’ubbidirei e ci avrei poco merito.»
Contentissimo Niccolò, veniva d’allora in poi considerando come potesse condurre a termine questo suo desiderio, e si disponeva, calmata che fosse l’agitazione che aveva turbato Lamberto al trovar, ritornando, le cose sue tanto mutate, di muovergliene parola egli stesso. Laudomia adunque ripensando ora in cuore i disegni del padre, diceva: «beata me che rifiutai codesti parentadi!» e volgendosi col cuore alla Nostra Donna di Frate Angelico, che tanto vivamente le raffigurava la divina madre della purità, la pregava chiamasse sul suo cuore la benedizione del Cielo, l’accogliesse sotto il suo manto, e sempre la mantenesse illibata in ogni atto ed in ogni pensiero; e facendo per se queste preghiere, sentiva di farle al tempo stesso anche per Lamberto, col quale le pareva ormai aver una vita, un interesse, un desiderio solo.
Con pensieri tanto diversi e lontani da questi quanto lo può esser l’inferno dal paradiso, l’anima d’un traditore da quella d’un angiolo, Troilo anch’esso vegliava accanto alla Lisa, che sola, a quell’ora, trovandosi aver raggiunto il sommo de’ suoi desiderj, e stimando la sua felicità stabilita per sempre, dormiva tranquilla e riposata. Non sapeva, poveretta, che certi errori, giammai non sfuggono al castigo neppure nella vita presente! ch’esso indugia talvolta, ma posto da Dio sulla traccia del reo non la perde più d’occhio, e lo coglie dopo lunghi anni, quand’egli forse neppur più si ricorda d’averlo meritato!
Troilo intanto, che aveva alle mani troppo diffidi bisogna per potersi addormentare così al primo, e conosceva necessario pensare e ponderar molto ogni sua azione nell’arduo passo a cui si trovava, veniva dicendo tra se stesso: «Eccomi dunque in casa!.... l’entrare è andato benone, sta a vedere come se n’uscirà!.... corpo di Fra Girolamo e di tutti i domenicani! che muso ha quel vecchione! me gli sono inginocchiato davanti come un bambino! questa, per tutti i santi, non l’avrei mai immaginata. L’avessero a sapere in campo starei fresco, vorrebbero rider poco! E quell’altro Alberto, Adalberto, che so io.... stava là ritto ritto che pareva avesse inghiottito il braccio che gli serviva anni sono, a misurar le rascie, e mi faceva cert’occhi!.... È capace immaginarsi di mettermi paura! Ora che ha la spada accanto, gli pare d’esser divenuto qualche gran cosa! e mi ricordo.... quant’anni saranno?.... che lo vedevo a bottega sul canto di Vacchereccia a innaspar seta co’ fattorini.... ma io dico così che son proprio commedie!.... Alberto! s’è messo un nome, questo poltrone, come fosse de’ duchi di Brandeburgo! Se non era che mi tocca aver pazienza, quasi quasi stasera gli insegnavo io.... Gli ho rubata l’innamorata! se non ha altro con me.... eccola qui, se la venga pure a prendere.... gli ajuterò una mano se gli bisogna, e sopra mercato.... via, muoja l’avarizia.... gli darò anche quel bambino, che se è vero che i maschi tengono dalla madre, dovrebbe, quando fosse fatto grande, aver più del setajuolo che del gentiluomo.»
Così dicendo, volgeva sulla povera Lisa, che gli dormiva accanto col suo bambino, un’occhiata piena di noja, e della sazietà che provava omai grandissima di quell’infelice.
Ad alcuno fra’ miei lettori, o le mie lettrici, se avrò la fortuna d’averne, parrà forse impossibile che un cuore umano possa giungere a tanta perversità. Beati loro! hanno la fortuna di non conoscere tutte le vergogne della nostra natura!
Proseguendo poi il corso delle medesime idee, soggiungeva: «Dice pur bene quell’altro di Ferrara, quel poeta....