—L’avrà più caro assai udendolo dalla tua bocca—rispose Niccolò, poi, presa una mano della figlia tra le sue, proseguiva con un affetto che sul suo volto, abitualmente severo, riusciva più commovente:
Laudomia mia, tu sei giunta al passo più grave ed importante della vita d’una donna. In questa occasione, più che in ogni altra, ti gioverebbe aver viva tua madre, ma, poveretta! tu l’hai perduta!... dal cielo almeno ella ti benedica e preghi per te; e s’io non sapessi pienamente far le sue veci, l’amore grandissimo ch’io ti porto, o meglio forse la di lei mente, di lassù m’ispirino que’ consigli e que’ pensieri che più fanno ora al tuo caso. Tu vedi in quanti pericoli s’avvolga questo popolo; in giorni più lieti, l’essere sposa ad un uomo come Lamberto ti prometterebbe una vita piena d’allegrezza. In questi invece io prego Iddio, ed egli sa con che cuore! di farti contenta, di raccogliere sul mio capo ogni sventura, purchè s’allontani dal tuo, ma sarà ascoltata la mia preghiera?.. nei casi dunque che minacciano la nostra città, armati di fortezza, Laudomia, chè forse e’ ti farà mestieri, sta preparata ad ogni fortuna, e ferma l’animo in modo che tu sappi in tutte mostrarti degna della tua fede, della tua patria, di quel sangue che ti corre nelle vene, e ch’io vi trasfusi, la Dio grazia, libero ed onorato....—
Qui il vecchio si fe’ ad un tratto scuro nel volto, serrò le ciglia, ed alzando il pugno chiuso in atto di minaccia, esclamava:
—Ah, Lisa! Lisa! Se non eri tu, questo vanto sarebbe più pieno!....—
Sentì in quella sulla sua mano gelida il tocco delle labbra tiepide di Laudomia, vi sentì il caldo d’una stilla di pianto.... ricompose il volto, e proseguì:
—E per mostrarti degna figliuola di Dio, e di Firenze, può nascer tale occasione che ti costi assai caro, Laudomia! Il primo tuo pensiero, il primo tuo affetto tra le creature viventi debb’essere d’or innanzi Lamberto, ma devi pure ad esso anteporre Iddio e la patria, che in certo modo fanno una cosa sola, poichè il bene dell’una, non mai va disgiunto dal volere dell’altro. Pensa, figliuola, che viviamo in tempi ove per la salute pubblica, quel Lamberto che ami, che sarà presto il padre dei tuoi figli, il tuo solo sostegno, l’unico conforto che ti rimanga dopo me, dovrai vederlo cacciarsi tra le ferite e le morti con occhio sereno! dovrai tu stessa spingerlo ne’ maggiori pericoli! pensar ogni volta che ti lascerà, sarà forse l’ultima! e non piangere, non dolerti, non tornar troppo agli abbracci, alle carezze, non dirgli di quelle parole che sgorgan pronte ed impetuose dal cuore in tali occasioni, ma che scuotono, rendono men sicuro l’ardire, perchè troppo rammentano le dolcezze della vita quando appunto più importa l’averla in dispregio.
La patria ne’ suoi pericoli assai chiede agli uomini, ma più forse talvolta alle donne. Agli uni il sangue e la vita propria, alle altre quella de’ loro cari. Gli uni incontran la morte nel fervor della battaglia, agli occhi de’ cittadini e de’ nemici, bollenti di furore, d’amor patrio e di gloria; le povere donne, sole, chiuse nel silenzio della casa, debbono udir lontano il fragor de’ colpi, gli urli dei combattenti, pensare: in questo punto forse cade il marito, il padre, il fratello.... tra gli uni e le altre chi ha più mestieri di fortezza, di sicurtà d’animo?.... Tu piangi, povera Laudomia?.... Non per sbigottirti od affliggerti io ti ho dipinti i cimenti ai quali sarai posta, ma perchè sappi quali sono i doveri d’una donna: d’una moglie in una città libera, perchè li pensi, li mediti, conosca quanto siano sacri ed importanti, fermi l’animo e lo disponga ad adempierli virtuosamente, e ti sostenga il nobil pensiero, che a mantener la libertà di un popolo, a produrre azioni grandi e generose, hanno grandissima forza le donne, purchè sappiano e vogliano usarla; e tu, son certo, vorrai e saprai.—
—Oh! sì, sì, padre mio.... io non mancherò.... questo mio pianto non è per poco animo.... sono figliuola vostra. Certo.... non mi vo’ far più brava di quel che sono.... pensar che Iddio mi dona oggi Lamberto.... e forse domani....—
Qui la voce della giovane fu troncata da un singhiozzo represso, le sue labbra sporgevano chiuse e tremolanti, finchè riuscì ad aprirle ad un sorriso dicendo: