Tutto immerso ne’ suoi appassionati pensieri, Lamberto, quasi senz’avvedersene, piegò le ginocchia innanzi all’immagine, appoggiando al cuscino un braccio, sul quale posava la fronte. Le troppe celeri e potenti vibrazioni del suo cuore si venivan rallentando, e si perdevano in un indefinibile e placido assopimento dell’intelletto, quando sentì sulle sue spalle il posarsi d’una mano ed all’orecchio suonarsi dolce la voce di Laudomia, che gli diceva:
—Tu qui, Lamberto? E per chi preghi?—
Il giovane alzò il capo volgendosi, e che cosa provasse in quel punto, come rimanesse incontrando lo sguardo di quelle pupille umide che tanto pietosamente lo guardavano, si può immaginarlo, ma non esprimerlo. Senza mutar luogo, prese tra le sue mani quella di Laudomia, e posandovi le labbra tutto tremante, rispose:
—Io veniva per pregar te; e di qual preghiera, e con che cuore, lo sai Laudomia!—
—Sì, lo so—disse la giovane, ma gli occhi suoi diedero più piena e più dolce risposta: senz’aggiunger altra parola, s’inginocchiò anch’essa al fianco di Lamberto, che sempre le teneva la mano, ed affissati gli occhi nel volto della Nostra Donna, dopo breve silenzio, diceva:
—Oh, Maria! Se il cuor di Lamberto dovesse venirmi mai tolto, fammi prima morire!....—
E ambedue tacquero, chè il parlare era impossibile a quel punto, ed inutile tra due cuori trasfusi a un tratto l’uno nell’altro, colla rapidità di due fiamme che vengan poste a contatto.
Quando riebbero entrambi, dopo lunga pausa, la facoltà di discernere e di parlare, Laudomia impotente a reggersi più sulle ginocchia si lasciò andare su un seggiolone che avea vicino; un appassionato ed onesto languore le velava gli sguardi, che cadendo teneri e lenti sul suo caro, pur tuttavia inginocchiato a’ suoi piedi, gli narravano la sua felicità colla sicurtà confidente e ingenua d’un amore innocente. Pareva ad ambedue esser nati ad una nuova vita, trovarsi in un mondo diverso, sto per dir quasi, aver mutato natura ed essenza; nessuna memoria del passato, nessun affanno dell’avvenire; un intendersi scambievole, senza parlarsi, ed al tempo stesso un bisogno di parlarsi, e dirsi tratto tratto l’uno all’altra «Ma tutto ciò non è un sogno?.... Ma è proprio vero?» Ed intanto la mano candida di Laudomia sfuggendo ai troppo ardenti baci del giovane, gli si posava sulla fronte, e facea debol forza per tenerlo lontano.