—Io non venni qui per danari, seguitava a gridar la Selvaggia, mostrando nella voce e nella guardatura un’esaltazione sempre maggiore; venni qui perchè ho l’inferno nel cuore.... perch’io non posso viver senz’esso, perchè vo’ rivederlo ad ogni costo... perchè spero ancora, prima ch’io muoja, di trovar un cuore che non sia per me di bronzo!.... amore! oh, lo so, non è per la povera Selvaggia!.... Ma un po’ d’affetto.... oh! l’otterrò s’io ritrovo Lamberto....—

—Oh, insomma, disse Barlaam risoluto, stendendo la mano verso un fischietto d’ottone che era sulla tavola, io non t’intendo....—

Selvaggia afferrò quella mano, e mutando a un tratto l’espressione, quasi feroce, della sua fisonomia, disse con fredda e sinistra ironia:

—Non m’intendete? aspettate un momento, che io vi parlerò una lingua che intenderete.... Se vi serve la memoria! (e fate che vi serva, chè v’importa!) vi ricorderete che prima di vendermi a quell’uomo che poi m’ebbe là in quel castello del Friuli.... m’avevate promessa a Malatesta.... soldato allora de’ Veneziani... egli era sui principii e non troppo ricco... ed il prezzo ch’egli potea darvi era minore di quello offertovi da quell’altro... però all’altro mi desti, facendo credere a Malatesta ch’io fossi stata rapita da certi soldati. Non credevi eh? che ne sapessi tanto?.... voi ora direte ch’io non ho prove per convincerlo del vostro inganno... ma qui sta il vostro errore.... voi non foste avveduto, maestro! nella fretta, e pel timore non vi fuggisse di mano il vantaggioso mercato, voi scriveste un foglio al mio compratore, dicendogli come stava la cosa, e pregandolo fosse contento tenermi nascosta finchè Malatesta si fosse partito colla compagnia da que’ contorni, e così fu fatto.... Malatesta non seppe, nè sospettò di nulla, ed anzi, salito poi a maggior fortuna, v’accettò fra suoi famigliari, e vi fece ricco come siete al presente. Questo foglio vivendo io libera e sciolta nella casa di costui, lo trovai un giorno, e mi parve cosa che meritasse di esser serbata.... non pensando però mai dovesse venire un tempo che m’avesse a servir tanto.... io l’ho con me, maestro! ed affinchè non crediate che io mi vanti, vedete s’è vero.—

In così dire si trasse di seno il foglio e lo squadernò agli occhi del vecchio rimasto atterrato a quella vista.

Ben sapeva che Malatesta non era uomo a perdonagli quel tratto se gli fosse venuto a cognizione.

—Maestro Barlaam! disse Selvaggia lasciandogli libera la mano, che avea sempre tenuta ghermita durante il suo discorso, ora chiamate i vostri soldati, fatemi cacciar via, più non vi trattengo.... avreste mutato pensiero?.... m’avreste intesa questa volta?—


CAPITOLO XXIII.