L’astuto vecchio trovatosi colto ne’ suoi proprii lacci non si perdè d’animo, e dove non valeva la forza pensò valesse la simulazione. Si sforzò di vestire d’un’apparenza di tenerezza, umile e contristata, quel suo bruttissimo volto, che ne divenne più brutto il doppio, e guardando Selvaggia scrollava il capo, e diceva:
—Sì, t’intendo!.... va dunque.... va da Malatesta.... mostragli quel foglio.... fa che mi strappi questo rimasuglio di vita... già non sei venuta per altro; volevi farti padrona di quel poco ch’io ho potuto metter assieme in tant’anni di sudori..... volevi la morte mia.... lo meritavo!.... era stato troppo enorme il mio delitto.... avea voluto levarti dai cenci.... farti viver contenta e ricca, in uno splendido stato.... oh! meritavo la morte.... oh! figliuola.... disse poi alzandosi, ed aprendo le braccia verso Selvaggia, è questo dunque ciò che prepari all’infelice tuo padre?—
—Mio padre voi? disse Selvaggia arretrandosi e sorridendo amaramente. Maestro! voi non m’intendevi poco fa: ora v’intendo io.—
—Non m’intendi? sciagurata... non odi neppur più la voce del sangue?—
—V’è una voce di sangue tra noi, ma a voi non a me tocca l’udirla. Questa voce vi dirà, che mediante questo foglio il sangue vostro è mio,.... è mio, m’avete intesa?.... quello di maestro Barlaam.... non quello di mio padre, che io sola fra i vivi, non l’ebbi mai. Ma rassicuratevi, non venni qui per ispargerlo, non cerco la vostra rovina, tenetevi i vostri tesori.... al prezzo che gli acquistaste sono assai ben vostri.... rimettetevi a sedere ed ascoltatemi. Io incontrai due anni sono un giovane, un angelo, il solo di cui mi caglia, il solo che mi faccia soffrir la vita finchè dura la speranza di ritrovarlo, un uomo.... Ma che vo’ io a parlarvi di lui ora? disse con impazienza, provando nel parlar di Lamberto a maestro Barlaam ugual ripugnanza che il giovane avea mostrata altra volta nel sentire il suo amore accennato da essa.
—In una parola, proseguiva, io venni in Firenze per cercar di lui. Non voglio da voi altro se non che mi ajutate a rintracciarlo, e trovato ch’io l’abbia vi lascio.... e non udrete mai più parlar de’ fatti miei. Ecco i miei patti, maestro!....—
All’udir queste parole il vecchio riprese fiato, e gli parve, come si suol dire, averla per un tozzo di pane. Siccome le sue smorfie di tenerezza divenivano inutili, riprese il suo viso impietrito, e disse:
—T’ajuterò quanto potrò molto volentieri, se non vuoi altro.... sappimi dire il nome di costui... chi egli è.—