A questo grido rispose la compagnia ed il popolo, che in folla le s’era radunato all’intorno; e mentre i soldati scavalcavano disponendosi a condurre a mano i cavalli all’alloggiamento, dicevan tra loro:

—Codesto si chiama discorrere!—E non gli trema la lingua in bocca!—È un diavolo costui, che non avrebbe soggezione dell’imperatore.—Ohe! e’ pare che converrà arar diritto con quel muso.—S’egli ha il ruzzo di menar le mani, e noi non vogliamo altro.—

Ed un di loro volgendosi a Fanfulla che veniva zufolando sotto i baffi, com’era suo costume, mentre buttava le staffe sulla sella, gli diceva:

—E che ne dice il nostro Fra Bombarda?—

—Fra Bombarda dice: Quando tu avessi il fiasco alla bocca, ed il commissario ti dicesse basta, fa di non ne mandar giù una goccia di più, se vuoi che la via del pane ti rimanga aperta. Che di musi me n’intendo, e n’ho visto più d’uno uscir di sotto il morione, colle setole dure abbastanza, ma come codesto n’ho visto due altri soli sinora, quello del sig. Giovanni, e quell’altro del gran capitano. E per ora non dico altro.—

Ed intanto la compagnia venne presto alloggiata ne’ quartieri già preparati.


CAPITOLO XXV.