Con questa vista voleva Malatesta dar ad intendere al popolo ch’egli pativa non men degli altri gli stenti di quell’assedio, e si cibava di quella vil carne: se ciò fosse vero lo vedremo tra poco.

Nel nuovo alloggiamento del capitan generale, maestro Barlaam s’era allogato alla meglio, ed in modo però d’esser sempre, per certi bugigattoli segreti, a portata del suo signore. Anche qui le sue camere eran terrene, ma non avendovi per la sua officina quelle comodità che gli offeriva il palazzo Serristori, era ancora colle sue robe per aria, ammucchiate in disordine negli angoli della camera che occupava.

Entratovi Troilo lo trovò che attendeva a dar loro sesto, ed in questa bisogna lo veniva ajutando Selvaggia. Lo salutarono ambedue, come s’usa con chi da un pezzo è di casa. Da quando lasciammo Selvaggia sulla strada d’Empoli erano scorsi di molti mesi, come sa il lettore, ed in questo frattempo, quantunque non le fosse avvenuta cosa d’importanza, è però bene, a maggior chiarezza di quest’istoria, diciamo di lei quattro parole.

Maestro Barlaam vedutala ricomparire così tosto, e quando meno l’aspettava, chè essa era venuta difilato a scavalcare da lui, s’era molto maravigliato, e mentre stava in sospetto non venisse costei a tempestarlo con nuove richieste e nuovi furori, fu rassicurato tosto da essa, che gli disse risolutamente aver ormai mutato d’animo, pensieri e desiderj; aver scoperto finalmente quanto poco meritasse il suo amore quello sciaurato pel quale avea durate tante fatiche, e tanto sofferto: narrò come l’avesse trattata, e quali parole di scherno avesse dovuto sentire, e giurando di volersi a ogni modo vendicare, profferiva al padre di volerlo servire d’or innanzi in ogni cosa, e non ubbidir se non lui, purchè l’ajutasse ad ottenere questa tanto desiderata vendetta. Mostrandosi poi nei modi non più altiera e feroce come prima, ma docile e dimessa, come colei che era a un tratto caduta d’ogni speranza; e considerando il maestro, che un animo sicuro come il suo poteva però talvolta venirgli molto a proposito pe’ suoi fini, l’accolse benignamente, e le disse, che era molto contento si fosse messa sulla via ragionevole, e quanto al vendicarsi, ch’ella gli desse campo a pensare, e lasciasse capitar l’occasione, e poi forse farebbe in modo ch’ella rimanesse contenta. Senza voler dir altro, nè fidandosi ancora del suo giudizio, la venne intrattenendo, finchè trovatala sempre uguale a sè stessa, e sempre più accesa nel volersi vendicare di Lamberto, un giorno le svelò, ridendo, tutte le pappolate che le avea date ad intendere quella prima sera che s’era trovata con Troilo e messer Benedetto, de’ quali, dicendole ora i veri nomi e lo stato, soggiunse: che non gliene volle dire allora, per sospetto, che trovandosi essa con Lamberto non gli rivelasse ogni cosa.

Avendo essa poi varie volte occasione di trovarsi con Troilo, ed affiatandosi seco, a poco a poco erano spesse volte venuti sul discorso di Lamberto, e mostrando Selvaggia passione grandissima nel parlar di costui e non minor desiderio di fargli dispiacere, Troilo, visto che la cosa faceva per lui, avea soffiato in questo fuoco, pensando che nessuno al mondo avrebbe potuto tenergli il fermo, ed ajutarlo ne’ suoi disegni, quanto questa cotanto offesa ed adirata donna. Ed avendo da essa, e parte dal padre, avuto notizia della sua vita passata, e conosciuta la sua arrischiata e terribil natura, rimase persuaso che in cuore di siffatta tempra l’odio e la sete di vendetta per l’amor vilipeso dovean produrre effetti sicuri e tremendi, e che nel suo disegno di toglier Laudomia a Lamberto non potea trovare ausiliario che più efficacemente di lei lo soccorresse.

Non sapeva ancora, a dir il vero, in che l’avrebbe potuta adoprare; ma prevedendo in nube il fin dell’assedio, ed il momento in cui la casata de’ Lapi si troverebbe oppressa cogli altri popolani, pensava: «Capiterà bene una qualche occasione! e fra due anime, come Selvaggia ed io, che vogliam risolutamente la cosa stessa, sarà gran che, se non ci vien fatta!»

—Presto, presto, maestro, disse dunque Troilo entrando e senza risponder al saluto, conducetemi dal sig. Malatesta, chè si sta mettendo di gran carne a bollire, e qui non è tempo da perdere!—

Barlaam gli s’avviò innanzi e, mentre Troilo usciva con esso, diceva, volto a Selvaggia:

—Sta di buona voglia anche tu, chè se egli non ha voluto far alle braccia con qualche archibusata, dovrebbe star poco a comparire il nostro messer, e allora a noi, n’avremo ognun la sua parte.—

E via senz’aspettar risposta.