Trovò Malatesta in un suo salotto appartato, ed avea finito di cenare allora allora; era ancora seduto a tavola, avendo dinanzi in certi piattelli gli avanzi della vivanda, che alle ossa appariva essere stata composta di capponi ed uccellami, e non d’asino. Appoggiato col gomito al bracciolo del seggiolone e stuzzicandosi i denti, tenea bassa la fronte, ed il lume della lucerna che ardeva in mezzo alla mensa gli percuoteva sulla cotenna tirata e scolorita del cranio, che rifletteva quel raggio come fosse d’avorio ingiallito.

Gli sedevan di contro messer Benedetto de’ Nobili, e Baccio Valori, che molte volte, durante l’assedio, con grandissimo suo disagio e pericolo era venuto segretamente a visitarlo[57]. Tutti e tre alzarono il viso verso Troilo, che aspettavano con grande impazienza, per udire che novità vi fosse; e Malatesta, che volea parer d’animo sicuro, quantunque gli errasse sulla fronte e nella guardatura un sospetto inquieto, e non senza qualche spavento, disse, sforzandosi di sorridere:

—Che tu sii il ben venuto!.... Orsù, e che ne dicono i Piagnoni del loro Gedeone?—

—Dicono.... dicono.... (rispose Troilo scrollando il capo coll’atto che significa «non è tempo da motteggi») Dicono ch’e’ faranno senz’esso..... ed hanno il diavolo addosso più che mai.—

—E con esso si stieno, rispose Malatesta, alzando le spalle con disprezzo. A buoni conti questa mosca dal naso ce la siam saputa cacciare. E in piazza, che si fa?

—In piazza e stato l’inferno, e ancora mi duol l’ugola pel grand’urlare,.... chè a far il Piagnone ci vuol canna e polmoni.... ve lo dico io!.... In somma, il nostro vecchione, ed i frati, e’l Fojano, e tutti, a predicare, e dagli! a chi più ne diceva, chè non avrebber voluto Fra Girolamo per ragazzo. E il popolo era com’andasse a nozze: schiamazzi, urli, battersi il petto; e la conclusione è stata: che se non si spargeva la voce che in Palagio era vinto il partito di uscir a combattere, io credo che que’ diavoli tagliavan a pezzi la Signoria.

—Ed ora?—

—Ora tutti a casa a prepararsi per la festa di domani.—

—Oh, oh! il marzocco arriccia il pelo da maladetto senno questa volta! E se a me non piacesse l’uscire?—