In quella fu udito picchiare, Laudomia si riscosse, chè ad ogni rumore, ad ogni voce le era avviso fosse Lamberto, ed era in quello stato d’agitazione nervosa per la quale ogni piccolo strepito che venga improvviso fa dare un balzo ed accelera il battito del cuore. Tendea l’orecchio la poverina tutta tremante; udì il portone aprirsi. Chi potrebbe esprimere quel ch’ella provasse, udendo a un tratto la voce di M. Fede esclamare:

—Oh! sia benedetto Iddio mille volte! Voi siete pur vivo, Lamberto!—

Laudomia volle alzarsi e correre all’uscio, ma le ginocchia non la ressero, ricadde seduta, sentendosi alle fauci ed alla fronte quel sottil gelo che precede lo smarrirsi de’ sensi. S’alzarono bensì frettolosi e contenti Niccolò cogli altri, ed in quel mentre entrava Lamberto reggendosi al braccio di Fanfulla, e quanto potè più presto, ch’egli mostrava aver un piede offeso, accostatosi a Laudomia, che gli alzava in viso gli occhi illanguiditi, e gli stendea la mano, le diceva, stringendogliela tra le sue:

—Laudomia mia, lo vedi che pur son ritornato!—

E la voce appassionata del giovane diceva assai più che non sonassero le parole.

In un momento Niccolò e tutti gli furono attorno abbracciandolo e rallegrandosi, e ringraziando Iddio ch’ei fosse salvo, e poco minori carezze facevano a Fanfulla, che tutto contento diceva a Laudomia:

—Non ve l’avevo io detto che ve l’avrei rimenato a ogni modo?—

—Lo puoi dir con verità, esclamava Lamberto, che se non eri tu!.... E s’io son qui, dopo Iddio, lo debbo a te, fratello!—

—Che ci ho che fare io? rispose Fanfulla, son i casi della guerra, ajutami che t’ajuto,..... oggi tu, domani io.... e a buon conto siam qui, ancora buoni da qual cosa.... e, vedete, M. Laudomia, non vi sbigottite se Lamberto strascina quella gamba... non è nulla.... ora vi racconteremo com’è andata.—

Le accoglienze intanto non restavano, e Niccolò, abbracciando replicatamente Lamberto ed il buon Fanfulla, a questo rendeva grazie per ciò ch’egli aveva operato, e che indovinava dalle parole del suo compagno, ed a Lamberto diceva: