Baccio, senza badare a queste parole, si veniva accarezzando colla mano il mento, sporgeva innanzi il labbro inferiore, tentennando il capo, come chi sta fra se stesso discutendo e pensando un progetto: alla fine, quasi risolvendosi, diceva:

—Lo so anch’io, che i Piagnoni ci ponno oramai nuocer poco.... Ma e se potessero anzi giovarci? se con queste loro pazzie ci ajutassero invece ad ottenere.... a far sì che.... so ben io quel che mi dico....—

E troncando le parole ricominciava a pensare ed i suoi due uditori a guardarlo, aspettando spiegasse questo nuovo disegno; rimasti così un poco in silenzio tutti e tre, diceva Baccio:

—Ditemi un pò, sig. Malatesta. I capitoli son fermati: la città è nostra, ve l’accordo.... Ma.... qua, tra voi e me, che non ci ode nessuno.... Siam noi sicuri ugualmente di quest’esercito? Siam certi ch’egli non vorrà se non quello che vorremo noi? Che quei diavoli tedeschi e spagnuoli, dopo undici mesi d’assedio, dopo tanti malanni e tante fatiche vorranno proprio rinunciare al sacco di Firenze? Vorranno star contenti alla doppia paga, e partirsi cheti e senz’offesa della città? E se volessero far tutto il rovescio, chi li potrebbe impedire o rattenere? È morto il principe: è morto Gian d’Urbino: e D. Ferrante, che autorità ha egli su codesti ladroni? E se Firenze andasse a sacco, lo sapete anche voi qual grado ce ne saprebbe il papa. Voi, sig. Malatesta, potreste far conto (parliamoci chiaro) di non riveder Perugia; io, d’andarmene a tribolar la vita mia, Dio sa dove, e, quanto a Troilo, non se ne discorre...—

Le parole di Baccio, che racchiudevano moltissima probabilità, scossero gli animi di que’ due, che avrebber fatto ogni cosa al mondo piuttosto che mettere in compromesso quelle ricompense di che facean oramai capitale.

—Ora ascoltatemi, proseguiva Baccio, il campo, finchè stia unito e d’una sola volontà, sarà più forte di noi: ma s’io non erro, ci verrà facilmente fatto di metterlo in discordia.... Si facciano azzuffar tra loro, ed avran di grazia a cercare di campar la vita.... altro che pensare ad entrar in Firenze.... Voi mi domanderete, come farli azzuffare?.... E qui voglio che m’ajuti Niccolò co’ suoi Piagnoni.... Eh! proseguiva Baccio con un riso di compiacenza, quando ho soltanto un minuto da potervi pensare... ancora mi riesce di trar d’impaccio me ed altri!—

Ed il ribaldo, tutto contento, scrollava il capo e rideva; volto poi a Troilo gli spiegò minutamente il suo progetto, e l’ammaestrò ottimamente sul modo che avesse a tenere, trovandosi la notte coi Piagnoni, ed in ultimo, soggiungeva, con un suo maladetto ghigno:

—E andando bene la cosa v’è un altro guadagno..... pensate quante paghe di meno avrem forse a sborsare.... Son io buon massajo, eh?—

—Io vi fo di berretta, messer Baccio, disse Malatesta ridendo, e giurando al suo modo perugino, soggiungeva: Per lo Dio, che in fatto di trappole io non potrei star con voi per ragazzo!—