Ed in quella sull’uscio della sagrestia comparve Lamberto, molle fradicio, e che gocciava per tutto come fosse cavato da un fiume. Niccolò gli tenea gli occhi fissi nel volto, mentre gli s’accostava per leggervi l’esito delle sue pratiche, e s’avvide che non era per annunciargli gran chè di buono. Quando gli fu da presso, disse con viso scuro:

—Io ho fatto il potere.... e qualcuno ho raccapezzato.... del popolo minuto però, de’ vostri operaj di for S. Maria.... Oh! codesti son tutti pronti e verranno dove voi vorrete, e sono stato casa per casa, e nessuno s’è tirato indietro, e insin le donne, anzi, esse per le prime, facean animo agli uomini e dicevan: «Andate, andate, che messer Niccolò sa ben egli quel che si conviene, e poi, non viviam noi del suo pane? ora dunque è dovere, che mettiam la vita per lui, e per quel ch’egli ha in animo di fare.»

—E così quella povera gente si confortavan gli uni gli altri, e si mettevan in ordine, e presto ne vedrete comparire in buon dato.... ma i popolani grassi, i cittadini di conto....—

E qui scrollò il capo, sospirando.—Codesti, è un altro discorso....alcuni sono fuggiti.... chi si è nascosto.... altri non si trovavano.... e que’ pochi che ho veduti.... pareva parlassi a sproposito.... che dicessi la maggior pazzia.... Oh! che vuoi tu che si faccia oramai?.... egli è come a voler dar un pugno in cielo, e molti rinnegano Fra Girolamo e dicono: noi siamo chiari una volta! e maledicono il giorno e l’ora che gli hanno creduto.... sarà forse la mia mala fortuna.... forse i fratelli, Troilo, l’avranno avuta migliore, possono star poco a comparire, speriamo che arrechin migliori novelle.—

Lamberto, dette queste parole, si trasse in disparte, mentre Niccolò esclamava:

—E poi diranno che Iddio gli ha abbandonati!.... che non gli ha voluti ajutare!.... quando son essi invece che l’abbandonano e rinnegano il suo profeta... oh, povero popolo! Povera Firenze!—

E, intrecciate sul petto le braccia, rimase pensoso un momento, poi soggiunse:

—Ora s’aspettino gli altri.—

I frati ch’erano ristretti intorno a Lamberto per udir ciò che arrecava, si scostarono sciogliendo quel cerchio, e cogli atti del volto, e qualche mezza parola, mostravano scoramento ancor più che maraviglia, e, quali formando crocchi di quattro o cinque, quali seduti per le panche, quali passeggiando in su e in giù nel fondo della chiesa, si venivan intrattenendo con discorsi secondo i diversi umori e le diverse passioni d’ognuno; gli uni, nella resa della città vedendo solo la rovina dello stato popolare, parlavan di libertà, e ne lamentavan la perdita: altri, conoscendo che verrebbe tolta al convento quell’autorità che aveva tenuta sulle cose di stato nei tempi della repubblica, si rammaricavan dicendo: «l’avranno vinta un’altra volta i frati minori!» ed il laico campanajo soggiungeva, quasi piangendo: «e la nostra povera campana avrà ella a rifare il viaggio di S. Francesco?»[63] Molti, cui premevan più di tutto le cose della religione e la santità del costume, mantenuta dalle esortazioni, e dagli esempj del Savonarola, si dolevan dicendo: «e se tornano i Medici, chi potrà più tener questo popolo!... Sarem da capo, e peggio di prima, co’ giuochi, e le taverne, e le disonestà... e pensare che son pur i Medici che han fondato questo convento! Oh! che Dio ne scampi da siffatti fondatori di chiese, che persino l’opere sante le fan servire ad ingannare il popolo!»—E v’eran pur taluni che in cuor loro poco aveano creduto sempre a Fra Girolamo, quantunque pel quieto vivere non lo mostrassero, e fra questi correvan ghigni così alla sfuggita, e guardate di sottecchi, ripetendo tra loro a mezza voce, e con ischerno, le famose parole del Frate «Sei tu chiaro?»[64]