La furia del temporale frattanto incalzava; e pareva cosa più dell’altro mondo che di questo, veder a quell’ora sotto l’antiche volte di S. Marco una simil radunata di figure bianche, che erravano in quella semi-oscurità, ove spiravan soltanto le quattro fiamme rossicce accese all’altar maggiore, simili a stelle che tramontino in un’atmosfera caliginosa; aggiungi il rapido e breve splender de’ lampi, lo scroscio della pioggia, i frequenti colpi del tuono, che parea percuotessero le mura e le facessero tremare; il furiare del vento che si cacciava per luoghi stretti, per le fessure, pe’ fori, e produceva ora un fischio sottile, ora, quasi imitando la voce umana, pareva un ululato, un lungo lamento, ed ora sembrava il lontano ruggir delle fiere. Ad alcuni frati meno arditi o più creduli, correva alla mente che gli spiriti maligni fosser gran parte di quella burrasca, e parea loro quasi, che quelle voci misteriose e sinistre uscissero da gole infernali, da qualche vicina tregenda di demoni che si mettesse in ordine per iscagliarsi sopra il convento, ed un vecchio laico diceva, facendo il segno di croce e sospirando—Anche questa notte, s’io non erro, le monache di S. Lucia voglion avere un po’ di feria, come fu quando il beato Fra Girolamo venne condotto in Palagio![65]
Alcuni giovanetti novizj, a queste parole dette con viso pieno di sospetto ed in modo cotanto grave, si sentivano tremare le fibre, e spalancando gli occhi e la bocca verso il vecchio parean chiederne ed aspettarne una più aperta spiegazione, ed il laico con un viso malinconico, proseguiva:
—Eh! chi è invecchiato in questo convento n’ha avute a passar di brutte! E vi sono stati tempi che l’inimico non ci lasciava requie nè dì nè notte, e lo stesso faceva con quelle poverette di S. Lucia... Ma allora era vivo Fra Girolamo... e v’era quel sant’uomo di Fra Domenico da Pescia... quello bisognava vedere come lavorava col demonio! Eh, con lui non c’era da far il matto! e sì che una volta anch’esso gliene fece una, che tutt’altro uomo avrebbe lasciato per sempre d’impacciarsi d’ esorcismi.... sentite questa!.... che ci mise una paura a tutti, che non ve ne dico niente!... sapete, la cella che ora è di Fra Giordano... c’è quell’immagine di Nostro Signore tentato da quel satanasso nero nero, con quella coda e quelle gran corna? Be’, Fra Domenico un giorno (anche lui che domin gli venne in mente?) prese una granata e scopollo, e lo scherniva in varj modi. Che volete? la notte eramo tornati da mattutino, e s’era ripreso sonno....—
(I novizj si stringevan tra loro guardandosi intorno con sospetto, e credevan a ogni tempo veder saltabeccar per la chiesa qualche Farfarello.)
Potevan esser le due dopo mezzanotte, si sente a un tratto strepito di picchiate, un gridar soffocato; che cos’era? Era lo spirito maligno che per vendicarsi avea date a Fra Domenico tante bastonate ch’egli rimase conciato, che Iddio vel dica[66]... E io, dopo questa faccenda... non mi vo’ far bravo!... io, quando vado a spazzar la cella, e vedo quel lucifero, mi raccomando a Dio, e dico in cuore:
Lasciami stare, lasciami stare,
Che non ti fo nè ben nè male!
Figuratevi se ha lavorato a quel modo con Fra Domenico, ch’era in sacris, con me, povero converso!.... mi strozzerebbe! che Dio m’ajuti e la Madonna.... Ora.... via, non ci possiam lagnare, si sono un po’ quietati.... ma allora!... certe notti non si trovava la via di scender in coro! certi gattacci neri su per le travi del tetto, con occhi come brage, certe salamandre che andavan come razzi pe’ muri; e non vedevi di dov’uscivano nè dove andavano, e talvolta ne vedevi taluna star ritta sulla fiammella della lampada e godersi di quel foco.... lo so anch’io! a petto di quello dell’inferno le sarà parso una frescura! poi voltavi un canto del dormitorio, ed ecco in fondo, ritto contro il muro, come un etiopo, piccino piccino, tutt’occhi e bocca! Uh! Signore, ajutateci, che quest’occhi han vedute di gran brutte cose!—
—Ed alle monache accadeva lo stesso?—domandò a mezza voce e tremando un novizio.
—Lo stesso, e peggio! Ed il demonio entrava addosso quando ad una, quando ad un’altra, e facea far cose a quelle povere figliuole!.... cose!... ma che volete! non ci avean colpa esse.... era il nemico.... e allora mandavan di carriera per Fra Domenico.... e lui era come una mano santa, appena si mostrava restavan libere; e, quando per qualche impedimento non poteva andar egli, mandava un altro colla Bibbia, e ’l comandamento al demonio di partirsi.... bisognava sentire allora come gridava.... «Eccolo, eccolo collo scartafaccio!» e volendo nominare il nostro santo profeta, invece di Fra Girolamo dicea per ischerzo Fra Gira gli uomini, Fra Giraffa, ed altre cotali insolenze.... Basta, ringraziamo Iddio; che questa tribolazion ce l’ha pur tolta di dosso!....—
Udiva queste parole fra gli altri un frate vecchio, uomo sparuto, e ridotto dalle penitenze ad aver aspetto di quelle mummie naturali che si vedon verbigrazia nel convento de’ cappuccini a Roma, che vestite coll’abito da frate mostrano solo il viso coperto d’una cotenna arsiccia, secca ed aggrinzita. Questi, che in tutta la vita sua non avea avuta un’ora di bene, tormentato sempre dagli scrupoli, diceva, con una vocina tremola e sottile: