Egli alzò amorevolmente le mani, e posandole ora sul viso e sul capo de’ più vicini, che afferrandole con impeto ed effusione le baciavano, ora accennando che tacessero e si levassero in piedi, dopo un buon poco ottenne finalmente che cessasse il rumore, il confuso parlare, ma non che sorgesser da terra.
—Oh che volete voi dunque, figliuoli? parli un di voi, e dica quel che voi volete.—
—Il Bozza! Parli il Bozza—dissero varie voci, ed un uomo sui quarant’anni, grande, asciutto e di volto maschio ed ardito, comecchè in quel momento lagrimoso, disse, stendendo le braccia nude e tendinose:
—Messer Niccolò, no’ siamo ignoranti.... ci avete a compatire.... no’ siam bestie... che volete? no’ lo conosciamo anche noi!... Noi meriteremmo che ci cacciassi a calci... Non lo sappiam noi, che tutto il bene che s’è avuto alla vita nostra c’è venuto da voi? Che questi panni che abbiam indosso, son roba vostra? Che ci avete ajutati quando eravam infermi, e provveduti quando non c’era lavoro? e in quest’assedio, che n’era di noi, delle nostre famiglie, se non eri voi? si moriva di fame. E ora, quand’avete dette quelle parole pel bene della città, pel bene nostro, noi.... ribaldi.... non ci siam mossi.... non abbiam risposto nulla.... noi siam bestie (e questo noi siam bestie, siam ignoranti lo ripeteva quasi ad ogni parola e molto più che non si scrive). Ed ora vi abbiam veduto piangere.... e noi non possiamo vedervi piangere.... e vo’ avete a star di buona voglia.... e non avete a piangere.... che no’ siam qui noi.... e ci avete a mettere dove voi vorrete.... e far di noi quel che voi vorrete.... e finchè c’è vita... finchè di noi ce n’è un pezzetto come l’orecchia... vedete, messer Niccolò, no’ siam tutti presti a ogni vostra volontà, ma state su.... via.... rasciugatevi quegli occhi benedetti.... fatevi veder col viso un po’ contento.... e allora sapremo che ci avete perdonato, che non siete adirato con esso noi.... Oh! perdonateci, messer Niccolò, perdonateci.—
E tutti a stender verso lui le braccia ed a gridare:—Perdono, perdono!—
CAPITOLO XXXI.
—Perdono! disse Niccolò pieno il volto d’una pietà tenera e malinconica, e di qual colpa v’ho io a conceder perdono, poveri figliuoli miei?... Ah! no.... non è vostra la colpa, ma de’ vostri rettori, di quelli che vi dovean difendere e v’hanno abbandonati.... Non avete risposto alle mie parole! Che v’era a rispondere? Ah! lo vedo, lo conosco anch’io che per noi non v’è più rimedio, che siam condannati da Dio.... s’io vi parlava a quel modo, egli è perchè non si può veder disperse le speranze e le fatiche di tutta la vita, non si può veder la patria oppressa, caduta a mano de’ nemici e de’ traditori, e rimaner muti, coll’occhio asciutto.... ma lo so, lo so, figliuoli; che potete far voi oramai per impedirlo! Chi può opporsi, chi può sottrarsi al giudizio di Dio? E questo giudizio è oramai chiaro ed aperto. Egli ci mandò il suo profeta, come lo mandò ai Niniviti: quelli si convertirono e furon salvi.... noi ci siam indurati nel peccato, abbiam morto il profeta, dovevam capitar male, è giusto! Justus es Domine, et rectum judicium tuum. E poi dicono ch’egli ci aveva ingannati! Noi sciagurati c’ingannammo! ch’egli ci avea ben promesso misericordia, ma a patto di rivolgerci a Dio, e lasciar gli abbominevoli vizj. L’abbiam noi fatto?.... Ora, figliuoli miei, alzatevi, tornate alle case vostre, andate, che Iddio vi benedica mille volte. Questa sarà forse l’ultima che noi ci vediamo, s’io in nulla vi detti mai scandalo, s’io v’offesi in checchesia, siate contenti perdonarmi; ricordatevi sempre di Niccolò, che v’ha amati come figliuoli insino alla morte.... ricordatevi, se mai verranno per Firenze giorni men tristi, che sempre può la patria risorgere, e sempre si debbe esser parati per essa.... ricordatevi di Dio, che fu il nostro principio e debbe esser il nostro unico fine, e pregatelo per l’anima mia, pregatelo che mi faccia degno d’uscir di questa vita nella sua santa grazia, e d’accettar virtuosamente quella morte che gli piacerà mandarmi,.... avessi anco.... e così dovrà finire!.... avessi ad incontrarla sotto la mannaja dei Palleschi....—