A queste parole, come allo scoppiar d’una mina, tutti que’ popolani ch’eran rimasti sin allora in ginocchio umili e cheti, si trovarono in piedi, feroci e minacciosi, ed alzando al cielo le pugna, arrotando i denti e fremendo, giuravano morir tutti in difesa di Niccolò; ed il Bozza, alzando la voce sopra ogni altro, gridava....

—No, siam qui noi!.... e prima che vi si torca un capello.... di quanti siam qui, e di mezzo Firenze, se n’ha a far tonnina!....—

Niccolò, accennando colle mani levate, acchetò di nuovo questo rumore, poi disse:

—Io vi ringrazio figliuoli.... vi ringrazio, e sa Dio con che cuore!.... ma s’io non istimo che abbiate a metter la vita vostra a rischio per l’utile della città, pensate s’io vorrei che per l’utile mio!... Dio non lo voglia!.... ora andate e pregate per me, come io pregherò per voi.—

A Troilo, che in tutti quei contrasti non s’era mai mosso, nè avea mai aperto bocca, parve allora esser giunto il momento che faceva pel suo disegno, e venuto avanti, disse, risoluto ed ardito:

—Messer Niccolò, cittadini! ascoltatemi, m’è venuto un pensiero.... una speranza ancor ci rimane!....—

Si volsero tutti a queste parole, guardandolo fisso, che nessuno se l’aspettava in quel momento, e molto meno da Troilo; ed esso:

—Sì, ci rimane aperta una via!.... dubbia.... difficile.... è vero.... ma noi siam ridotti in termini che l’audacia.... la temerità può nominarsi prudenza. Ditemi? Chi tiene il piè sul collo a Firenze? chi la tiene ormai vinta in sua potestà, che non può più far difesa? l’esercito imperiale. Sperar d’assaltarlo e di romperlo colle forze d’una città sbigottita e divisa!.... Pazzie! Ma e se v’insegnassi il modo di disfarlo coll’armi sue proprie? E questo modo, viva Dio! io spero averlo trovato.—

Niccolò gettò le braccia al collo del traditore, e questi, ricevuto modestamente quell’abbraccio, seguitava:

—Voi sapete di quante nazioni sia composto il campo, e quanti odii, e gelosie, e risse sian tra loro tutto giorno.... io che, pur troppo! combattevo con essi contro questa infelice patria, conosco un per uno que’ colonnelli italiani ed i loro capitani, e mille volte gli ho uditi maledir la fortuna che li condannava combatter a pro de’ Forestieri contro quelli della loro nazione. Ora è nato un caso.... l’ho saputo stasera.... che potrebbe mirabilmente ajutare il mio disegno. Alcuni fanti spagnoli hanno morto due italiani per rubarli, e gittatili in un pozzo: e le bande del Vitelli hanno fatto altrettanto per vendetta a parecchi spagnoli.... gli uni e gli altri stanno ora coll’animo sollevato, e pronti ad ogni momento a venirne alle mani.... gl’italiani soli saranno più deboli del resto del campo, ma se ci accosteremo a loro, saranno più forti, e potremo metterlo in rotta, e rimaner padroni noi di Firenze.... e dove sul principio succeda prosperamente la cosa.... si leverà tutto il popolo.... e non avremo a temere di Malatesta, forte soltanto finchè il campo è intero e può fargli spalla....—