«Si va in campo a sollevar le bande italiane, e farle azzuffare contro gli spagnoli; s’è tentato far movere le bande di città: e finalmente si leverebbero al rumore: perchè state all’erta. Fate buona guardia alle porte. Non vi scordate ch’io non ho modo nessuno ad uscir di mezzo a costoro se voi non m’ajutate.»
Piegato il fogliolino, e postoselo nella manica, pensò: «all’uscir di qui, Michele si lascerà vedere, e potrò mandarlo a Baccio.»
Niccolò intanto, finite le sue orazioni, s’era rizzato, e, raccolti intorno a se i circostanti, tenne loro un breve discorso, quale voleva la strettezza del tempo e l’importanza del caso. Le fatiche, le inquietudini, la veglia più di tutto di quella notte, aveano esauste le forze del povero vecchio; si sentiva incapace, per quanta volontà n’avesse, d’andar cogli altri a quest’ultima impresa: il pensiero di sè e del pericolo cui s’esponeva non sarebbe sicuramente bastato a rattenerlo, ove pensasse di poter giovare in alcun modo; ma conosceva ch’egli, invece d’ajuto, sarebbe stato d’impaccio a’ giovani, i quali avrebbero avuto che fare assai a pensar a loro stessi, senza dover di giunta pensare a lui.
—Andate, disse alla fine abbracciandoli l’un dopo l’altro, andate, chè s’io non posso accompagnarvi colla persona, sarò con voi col cuore, colle preghiere; e chi di voi non vedrò più in questo mondo lo vedrò in cielo....—
Mentre diceva queste parole era venuta per Bindo la sua volta d’abbracciar il padre: corse alla mente del vecchio un tristo presagio (chi può non curarli in certi momenti?).... Pensò: «Fosse appunto questo fanciullo ch’io non dovessi riveder più se non in Cielo!....»
Niccolò si fece forza più che umana per rattenere e divorar le lagrime che stavan per isgorgargli, conobbe quanto importasse mostrarsi forte a quel punto, e, posto sotto i piedi ogni altro affetto, disse, colla fronte alta e stendendo le mani verso i suoi figli:
—Oh Firenze! Oh patria! null’altro mi rimane fuorchè codeste vite!.... io te le dono.....—
Dette le quali parole si lasciò cader seduto; si coperse gli occhi colle mani, e rimase un momento quasi fuor di sè, e presso a soccombere a così terribili e replicate scosse: un ronzìo confuso gli suonava nell’orecchio, e sentendosi affievolire e vacillare le virtù dell’intelletto, non sapea ben discernere se fosse quello un sogno, o se udisse veramente i passi e lo strepito de’ suoi figliuoli e del popolo che usciva di chiesa.
Dopo un buon poco, ripresi alquanto gli spiriti, aprì gli occhi, si guardò intorno: avea accanto Fra Zaccaria ed alcuni pochi frati che oravano; e tutti gli altri se n’erano andati.
Venuti questi nel chiostro, e prima d’uscir sulla piazza, disse Troilo: