—Io non mi dolgo della loro morte incontrata per la patria.... io gli aveva allevati per questo... ma ben mi dolgo che l’incontrarono invano!.... Ma Iddio ha giudicato Firenze, e le sue iniquità furon trovate troppe!.... Ursù, figliuoli, l’ora dell’esilio è sonata per noi. Ricordiamoci quante volte gli antichi nostri si trovarono a questo passo; imitiamo la loro fortezza, la costanza colla quale vivendo anni ed anni sbanditi sepper preparare il loro ritorno, ed il trionfo della libertà: saremmo da men di loro?... Già vi parlai del mio disegno.... Andremo a Genova al sig. Andrea.... a quell’uomo che potè sottometter la patria, e pur la lasciò libera e di sua ragione. Egli accoglierà chi soffre per la libertà. Preparate tutto l’occorrente; a notte chiusa ci leveremo di qui, io, per non più tornarvi, voi, per ritornarvi, se piace a Dio, in tempi migliori.—
E volgendo l’occhio in giro ai muri e sul mobile della camera ove abitava da cinquanta e più anni, disse:
—Addio dunque per sempre, povera casa mia... avevo sempre creduto che in codesto letto avrei potuto morir in pace, in mezzo a’ miei figliuoli.... che le mie ossa avrebber potuto riposarsi con quelle de’ miei maggiori, nel nostro avello di casa, in S. Marco!.... Come Dio vuole!.... ovunque giacciano, il suono della tromba nel dì finale giungerà sino ad esse.... ed allora, troverò il compenso degli affanni presenti, se gli avrò saputi virtuosamente portare.—
Durante il discorso di Niccolò i giovani e Fanfulla erano stati co’ volti bassi e compunti, Laudomia, dopo aver pianto amaramente la morte dei fratelli, avea tacitamente, ed all’orecchio, domandato a Lamberto se fosse ferito, od avesse male nessuno, ed egli coll’accennar del capo (per non interrompere il vecchio) e con amorevoli sguardi l’avea rassicurata. E Lisa, appena eran comparsi, non vedendo con essi Troilo, n’avea domandato, tutta spaventata, a Fanfulla, che sottovoce anch’esso, e con brevi parole, la tranquillò sul fatto suo, dicendole che sicuramente sarebbe stato poco a comparire; onde le due donne se n’andarono ad attendere agli apparecchi del viaggio, pei quali, mancando oramai poche ore al calar del sole, non avean tempo d’avanzo.
Narrò allora Fanfulla dell’incontro del frate la mattina a porta S. Giorgio, mentre stavano per uscir di Firenze, e della taglia posta addosso a Troilo, e si mostrava in sospetto, non avendolo trovato in casa, avesse avuto a capitar male, ed il buon Niccolò entrando anch’esso in travaglio per quel traditore, che meno che mai credeva tale in quel momento, veniva tutto inquieto e pensoso dicendo se non convenisse mandarlo cercando; ma da chi? e dove? e poi pei cittadini conosciuti per Piagnoni era un brutto girar per Firenze in que’ giorni; e pel bene incerto d’un solo doveasi arrischiar la libertà e forse la vita de’ pochi rimasti?
Ma a toglier dubbi e timori comparve Troilo in quella, venendo di dove s’era fatto mercato del sangue, dell’onore, dell’avere di Niccolò, e presi quegli ultimi concerti che dovean compier l’esterminio di quella virtuosa ed infelice famiglia.
Il ribaldo venendo quivi s’era studiato, per quanto poteva, vestir il suo volto d’un’apparenza mesta e travagliata: ma un occhio accorto, e non prevenuto in favor suo, avrebbe di leggieri scoperto sotto quell’ipocrita maschera, la scellerata e mal repressa allegrezza che tratto tratto gli balenava negli occhi, parendogli d’esser giunto già già a por la mano al crine della fortuna, ed anticipatamente pascendosi col pensiero degli onori, de’ tesori, delle variate ed incessanti delizie onde vedeva ripiena oramai la sua vita, cui dovea intanto servir di principio l’acquisto di quella donna cotanto bella e pura, e per la quale s’era lungamente consumato in inutili desiderj.
Venne accolto con un abbraccio da Niccolò..... e gli resse pur il cuore di riceverlo e di corrispondervi! Conoscendo poi che conveniva dar qualche spiegazione sul modo onde avea passata quella giornata, disse, avviluppando mille bugie, che s’era affaticato a lungo per sollevare le bande di città, e narrò degli sforzi fatti, e dell’impedimento trovato alla fine per le disposizioni prese da Malatesta onde tener in freno le milizie fiorentine, ed in ultimo molto lamentandosi, e deplorando la comune disgrazia, disse, esser venuto per vivere o morire con Niccolò ed i suoi, e far quello ch’egli fosse per fare.
Il buon vecchio, che per quella frottola della taglia lo stimava martire della libertà, ed esposto più di tutti al pericolo della vita, gli disse, che a notte l’avrebbero, in mezzo a loro, condotto fuor di Firenze, e difeso contro chi lo volesse offendere, insino all’ultimo della vita, ed abbracciandolo, e nominandolo figliuolo, e facendogli animo l’accommiatò cogli altri, onde potessero trovarsi pronti ed a cavallo all’ora stabilita.
Mentre nelle diverse parti della casa s’attendeva con sollecitudine ai preparativi del doloroso viaggio, tenteremo, penetrando nel cuore d’ognuno, scoprirne, se pur si potrà, gl’intimi pensieri, descriver l’angosce di quell’intime ore che precedettero la partenza.