Una al tempo stesso ne avea in cuore la povera Lisa, che la reggeva contro la presente sventura. Sperava, infelice! ricuperar l’amore del marito (chè il sospetto, la certezza quasi d’averlo perduto le rodeva il cuore con sorda e ostinata lima) quando si trovasse con lei sola, in paesi lontani, discosto da’ compagni e dagli amici ch’ella stimava l’avesser disviato da lei: quando passandola vita fuori di tanti pericoli, di tanti continui rimescoli, placida e tranquilla, pensava avrebbe potuto ritornar in salute, bella e fresca come una volta.... ed in mezzo ai tanti guaj presenti, trovava nella sua ferace fantasia mille sogni di felicità; si figurava il marito festeggiato, accolto con ammirazione pe’ suoi modi, per la sua bellezza, tornato per lei come prima, tutto amoroso e confidente, e si godeva in questo doppio trionfo, chè la poveretta non avea cuore, non avea pensieri se non per Troilo, ed ogni giorno più sentiva consumarsi d’amore per quel ribaldo.

Era intanto tramontato il sole, ed a S. Maria Maggiore sonava l’avemmaria della sera. M. Fede entrò in camera di Niccolò portando una lucerna accesa, e, come usano i servi in Italia quando, sull’imbrunire, arrecano il lume ai padroni, disse per abitudine «felice notte!» senza pensare che in quel momento tali parole parean pur troppo una derisione. Sorrise mestamente il vecchio, ed intanto entraron taciti i giovani, le figliuole e Fanfulla, che s’ era protestato non volerli abbandonare sin che non fosser tutti ridotti in salvo.

Disse Lamberto, che ogni cosa era in pronto per la partenza, e che consigliava affrettarla prima che la notte più s’innoltrasse, per evitare il pericolo di esser trattenuti alla porta, d’onde dopo un’ora di notte non s’usciva se non con grandissima difficoltà. Eran già apparecchiati al portone due muli sui quali si stava caricando il bagaglio, ed il famiglio di Lamberto, ajutato dalla fante, venne a prendere intanto e portò fuori quello di Niccolò.

Gli apparecchi di quella partenza non poteron, come ben si comprende, farsi tanto segretamente che il vicinato non se n’avvedesse, e la voce n’era già corsa tra il popolo minuto, per mezzo il quale trovandosi molti operaj a’ servigi di Niccolò, e non pochi di quelli che gli s’eran profferti la notte innanzi in S. Marco, cominciarono a radunarsi, e far cerchielli, e parlar tra loro, ricordando che avean promesso difenderlo, e facendosi animo gli uni cogli altri a non lasciar che senza compagnia si mettesse per istrada in momenti di tanto pericolo.

Questi poveri uomini furon presto risoluti, e mandaron il Bozza a casa i Lapi onde s’informasse destramente da qual porta pensasse uscir Niccolò; e saputo da uno de’ cavallari ch’egli prendeva per Pistoja si divisero in due truppe; e molti uscirono (alla sfilata però) per Porta Prato, dandosi il ritrovo in un campo fuor di strada presso S. Donato, e gli altri si sparsero intorno alla casa, per via dei Conti, sul canto de’ Carnesecchi e sulla Piazzetta, per far testa ed esser pronti nel caso che, da chi si fosse, si volesse disturbare od impedire codesta partenza.

Troilo, da una finestra, vide questa ragunata di popolo, e disse tra sè:

—Ve’ s’io m’apposi pensando che menar costui prigione in Firenze era un brutto rischio!—

Finalmente l’ora era giunta, pronti i cavalli, avviato già innanzi il bagaglio, e negli ultimi momenti, mentre la famiglia radunata se ne stava sospirosa ed in silenzio, s’era sentito pei piani superiori della casa il sordo ed interrotto strepito degli usci che si serravano, de’ chiavistelli, degli arpioni che venivan messi per tutto, e questo rumore si veniva accostando a misura che M. Fede scendeva assicurando l’imposte e rivedendo in ogni parte se si lasciasse nulla fuor d’ordine, nessun’entrata ai ladri, e pensando persino all’acqua nei casi de’ temporali, e diceva, mezzo piangendo:

—Tante fatiche! Tante cure! e poi lo sa Iddio in che mani capiterà questa povera casa! Altro che ladri! ho paura.... Oh! la Madonna Santissima ci aiuti.—

E così terminati questi assetti se ne venne in camera di Niccolò, e rimase appoggiata allo stipite dell’uscio, quasi volendo significare che avea oramai pensato a tutto, e che quanto ad essa era lesta, senza volerlo espressamente dire, chè non le reggeva il cuore dar proprio lei il segnale, per dir così, della partenza.