E non potendone correre in traccia, che era stata tosto ripresa e fermata da quelli cui era fuggita, si gettava innanzi colla persona, col capo, cercando cogli occhi il marito, e pur seguitando a ripetere:
—Oh! traditore poi!.... traditore il mio Troilo!... Oh babbo! perchè dir quest’orrore?.... ed in questi momenti?—
Alla fine anch’essa lo vide, ed era sempre al luogo, e nell’atto, e col viso medesimo, e quell’impressione che n’avea ricevuta Niccolò, quel pensiero, quella certezza istessa invase la Lisa, che provò il brivido della morte all’aspetto di quel ceffo sfigurato, e dovette torcerne il volto turandosi colla mano gli occhi, ma non pertanto vincendo tosto quel primo moto, e ritornando a sperare, gli diceva piangendo, senza guardarlo, se non tratto tratto alla sfuggita:
—Oh Troilo!.... vieni.... parla.... non senti? non udisti?.... Perchè star là ritto?... che mistero c’è sotto!.... Oh Troilo, Troilo! possibile che la tua Lisa disperata non ottenga pur una parola?...—
Ed alla fine, con impeto d’indicibile smania, esclamava:
—Ma sciagurato! dì almeno che è vero!.... che sei traditore.... uscirò almen d’incertezza!....—
Per sola risposta, Troilo si strinse nelle spalle, s’allontanò, e presto si confuse colle ombre della notte.
Lisa si fece bianca e fredda come un marmo, le cadder le braccia, e disse anch’essa:
—Era un traditore!....—