—Mio padre, che tenea osteria in Maremma.. verso Vada.... non sarete pratico?..... quell’osteria che si chiama la Forca de’ Preti?.... mi fece battezzare per Giovanni. Poi fui colla famiglia del bargello di Pisa, e mi chiamavano il Caporal tempo cattivo. Ora questi contadini, quando non mi stanno sotto mano, mi dicon lo sbirretto, quando fanno motto con me, mi dicon ser Vanni. A voi, quel che vi par migliore.—

—Dunque ser Vanni mio, disse Troilo sorridendo, io son venuto a star con te un giorno... al più due. Prima d’ogn’altra cosa, vi sarebbe una stanza, una cantina, un buco, ove fosser buone porte e buone ferrate per chiuder costoro che hai visto passare, e son legati come salami, se non te ne fossi avveduto?—

—Eh, ne volete delle camere a uso carcere! non vedete?... il palazzo da cap’a piede è tutt’una prigione, e’ pare il mastio di Volterra.

—Bene. E una. Poi, hai veduto? v’era una gentildonna a cavallo. A costei la miglior camera e ’l miglior letto, insomma, il meglio che tu hai.—

—Eh! non c’è altro che metterla nel camerone giallo, dove stava la nonna di messer Baccio, almeno così ho inteso dire da certi vecchi qui intorno.... anzi, dicon che ci si sente[71].... io per me non m’avvidi mai di nulla.... è vero ch’io non ci dormo, e sto nella casa del contadino qui un pò discosto. Pure raccontano una certa diavoleria di questa signora a’ tempi di Cosimo il vecchio, d’un pievano che veniva per casa, e un bel giorno scomparve, e voglion che per gelosia costei lo chiudesse giù in una fossa ne’ fondamenti; e da una gola di trabocchetto che metteva in camera sua gli calava con una fune un pò di pan muffito, e poi non gli calò più nulla.... e tant’anni dopo devon averlo trovato con le mani tutte rosicchiate, secco, stirato come la camicia d’una cicala.... e ora dicon che la notte di S. Giovanni li vedon tutt’a due a far il giro del ballatojo sotto i merli, e poi tombolano giù in quella fossa.—

—Poco male se non c’è altro, che di qua a San Giovanni c’è tempo. Ora dunque pensiamo a racchiuder costoro, e raccapezza qualche cosa da dar loro mangiare, ch’io non intendo usar con essi come la nonna col prete.... saette! non vorrei io pure, quando fossi morto, aver a ballar il trescone su pe’ merli con esso loro alle coste.—

—Oh! dunque son prigioni da trattarsi bene—domandò lo sbirretto con un certo fare, che mostrava con quanta indifferenza avrebbe eseguito l’ordine di stringer loro il collarino.

—Cioè, rispose Troilo volgendosi a Selvaggia, tre di costoro, sì. Il quarto, questo mio compagno ne farà il piacer suo, e.... se si trattasse....—

—Oh! per me è tutt’una, rispose presto l’altro per levare a Troilo l’incomodo di spiegarsi.... sapete come si dice, sto coi frati e zappo l’orto.... quel che m’ordinerete, tanto farò, nè più ne meno.—