E legate le mani a Michele con una fune che veniva ad avvolgersi ad una delle gambe, onde non potesse fuggire, uscirono, e l’avviarono innanzi drizzandosi tutti verso M. Murlo.
—E così, com’è andata?—domandò Fanfulla, che si moriva di curiosità di saper che fine avesse fatta quel maladetto.
—Io dirò, care Fanfulle!... ma prima ciurare ti non dir mai niente a mie patrone!.... peccato ti non star gentiluome!... mi allora domandar ciuramente da gentiluome...—
—Non te ne curare, fratello: che lo fossi anco, sarebbe meglio ch’io ti facessi un giuramento da uom dabbene... chè de’ gentiluomini romper la fede se n’è veduti parecchi, e degli uomini dabbene nessuno... ed io, come tale, ti do la mia fede che non lo dirò a persona viva.—
—E mi star sicure puone Fanfulle. Messer Droile non impiccate. Pensava risparmiar strada per andar da der Teufel, e mandato giù, giù, giù, poi gettar dentro anche berretta.... così domani non trovar più.... credute andato fia... e nessuno sospettare niente.—
—Non l’ha pensata male!—disse Fanfulla, e seguitando a camminar di buon passo giunsero assai presto, alla pieve di M. Murlo, ov’eran già ricoverati i compagni, e dove Laudomia, alla quale era per istrada cresciuto il male, avea almeno trovato un letto ove stendere le sue membra sfinite, e tutti gli ajuti d’una cordiale e premurosa ospitalità.
Ma per dir pienamente delle sventure che percossero la famiglia de’ Lapi, ci convien ora ritrovar Niccolò, che lasciammo avviato verso Firenze.
Povera Firenze! Noi c’ingegnammo alla meglio narrar i mali che oppressero una delle sue famiglie, e pensare che mill’altre ne soffrirono altrettanti e forse maggiori! Quante spose rimaste vedove! quanti bambini orfani e derelitti! quanti vecchi orbati de’ loro figliuoli ebber a strascinar gli ultimi giorni nella solitudine e nel pianto! Quante anime forti e generose fiaccate dalle lunghe miserie dell’esilio si spensero inutili e dimenticate!
Pensare poi qual trista pianta mettesse le barbe tra quelle rovine! quali velenosi frutti portasse per le susseguenti generazioni che nacquero e morirono inonorate all’ombra sua pestilente!