II.o Item d’havere consigliata et favorita la deliberazione di spogliare le chiese, cappelle, luoghi pii et oratorj degli ori, argenti, gemme et arredi pretiosi, contro l’espressa proibizione di S.a S.a et a danno gravissimo del clero, de’ conventi et della S.a Catt.a Chiesa, per sostentare le spese della guerra et dell’abominevole ribellione contro gli ordini et le leggi antiche della repubblica di Fiorenza, e contro la chiesa romana.
III.o Item d’havere consigliato et confortato molti pessimi huomini, alle ruberìe, arsioni et rovine delle ville di Careggi et altre case dell’ill.ma casa Medici, ed a far villania, e tagliar a pezzi papa Clemente a’ Servi e ad altre brutte insolenze[73].
IV.o Item d’havere tenuto in casa sua culto empio et sacrilego alla memoria di frate Hieronimo Savonarola arso sulla piazza di Palagio come heretico ostinato, et scomunicato dalla SS.ma memoria di papa Alessandro VI, come appare dalla tonaca et dalle ceneri del sopraddetto frate, quali sono presenti all’accusa, et havute dal sopraddetto Niccolò in venerazione et tenute in casa, nella propria camera da letto per farvi le sue divozioni, con iscandalo della famiglia, de’ buoni cristiani et disubbidienze alla S.a R.a Chiesa.»
Dalle quali accuse, ammoniti a dir la verità, e presone sacramento sull’anima loro e sopra i SS.mi Evangeli, seguono gl’infrascritti testimonj....
E qui lesse una filza di nomi della più bassa canaglia, seguiti tutti da una croce, perchè nessuno di costoro sapeva scrivere, poi soggiunse:
«Per le quali et per altre colpe et malefizj che si tralasciano, ma che all’occasione potrebbero venir dimostrati, si richiedono gli eccelsi signori Otto di Balia della repubblica et popolo di Fiorenza, facciano giustizia del sopraddetto Niccolò di messer Cione de’ Lapi, colla condennagione alla pena de’ traditori della patria; ad defensione de’ buoni cittadini ed delle leggi, et esemplo de’ tristi, et malvagi. Ad Dei gloria. Amen.»
Durante questa lettura un riso amaro era più di una volta apparso sulle labbra del vecchio: venuta a fine, disse il presidente:
—Niccolò, tu hai udito:, confessi, o vuoi parlare in tua difesa?—
—In mia difesa? rispose il vecchio sorridendo, io non butterei il fiato e le parole per questo: non vi conosco forse? non so io chi v’ha posti a quest’ufficio? Chi m’ha fatto pigliare e menar prigione, contro la fede de’ capitoli della resa, che patteggiavano salve le vite e la libertà de’ cittadini?