—Io ti ringrazio, Benedetto, e voglio esser persuaso di tutto quanto tu m’hai detto. Ma oramai io non ho altro desiderio se non che facciam presto, ed intanto sarai contento tu ed ognuno lasciarmi solo e non mi dar noja, chè in questi momenti l’uomo ha bisogno di star con sè stesso e con Dio, e non con altri.—

Dette queste parole Niccolò fece colla mano l’atto di dar commiato, e volse il capo verso il muro, sperando torsi colui d’allato. Ma il Nobili non si mosse, e riprese sempre più melato:

—Troppo parli sicuramente, Niccolò! E’ pare che non ti curi nè di vivere nè di morire!.... tu ti butti troppo presto al disperato.... e ti credi non aver attorno che nemici, eppur non è così, Niccolò.—

Il vecchio volgendo il capo lo squadrò di nuovo con un’occhiata, che le pupille del Nobili evitarono, errando qua e là, poi disse, un pò più risoluto:

—Dov’io sia, e con chi.... lo so, Benedetto.... e dov’io sono, la Dio grazia, son contento d’esservi, ch’io morrei dieci volte non che una per non veder Firenze in mano di chi ella è.... ora te lo dico un’altra volta, vatti con Dio e lasciami in pace.—

Il Nobili parve stesse tra due d’andarsene; tacque un momento, poi, quasi riprendesse il primo pensiero, diceva:

—S’io venni qui, e s’io ti do noja ora, egli è ogni cosa pel tuo bene. Ascoltami Niccolò.... no’ siam soli.... nessun ci può udire.... Che io tenga pe’ Palleschi, e tu pel popolo, poco importa.... no’ siam vecchi tutt’a due... ed io penso pure che io ho un’anima da salvare, e codesto importa assai. Credi tu ch’io non veda i modi che tengono costoro del nuovo stato? ch’io non conosca il brutto torto che ti vien fatto? Tu mi dirai «O perchè dunque fosti tu ad accusarmi?» Come potevo io non ubbidire a quel ribaldo di Baccio? e poi.... e se io ora appunto, per non imbrattarmi del sangue innocente, venissi a te per salvarti?—

Niccolò si scosse a questa parola, ma il Nobili, accennandogli colla mano onde non l’interrompesse, proseguiva:

—Vuoi tu aver in dispregio la vita perchè la tua parte fu vinta? È questo l’esempio che ci diedero i nostri antichi? E se in Firenze, ogni volta che una parte fu cacciata e dispersa, avesse fatto come vuoi far tu, sarebb’ella mai ritornata....

—Ingegnati di vivere, chè niuno ha ancor trovato chiodo che valga a conficcar la ruota della fortuna, e solo pe’ morti non v’è più speranza. Io parlo pel tuo bene, Niccolò! Vedi questi ribaldi che ti voglion veder morto, sta in te il farteli amici... tu sei ricco, Niccolò... io so che in casa tua,.... o forse al tuo podere presso il Poggio, tu hai molto tesoro nascosto.... insegnami il luogo.... ora non è tempo di miserie... i danari si ritrovano, ma la vita! Dimmi, dov’è codesto tuo nascondiglio, e con questo tesoro io saprò far in modo che quei tuoi nemici....—