—E così vi benedirà Iddio, rispose Niccolò rasserenato tutto; così verrete accompagnati sempre dalle benedizioni mie; e le mie preghiere v’ajuteranno dal Cielo, ove per bontà d’Iddio spero aver luogo.... Ora due altre parole, per le cose di quaggiù, poi non avrò altro pensiero in terra. Lamberto, tu ti ricorderai, che non è gran tempo, io ti raccomandava la casa mia.... la casa mia ora, è tutta in questo fanciullo. Ricordatevi che siete fratelli, amatevi, aiutatevi, e tu, Bindo,.... dacchè Iddio ti vuole orfano.... odi i consigli di Lamberto, e secondo quelli informa la vita tua.... Laudomia non accade raccomandartela, Lamberto, essa è tua moglie, e ti conosco. Ma Lisa! Oh! quando nacque costei, chi m’avesse detto!.... sia fatta la volontà di Dio!.... Costei ha più che mai bisogno di conforto e d’ajuto, povera disgraziata! Sappiate....—
E qui narrò a’ figliuoli tutto quanto avea inteso dal Nobili.
Rimaser muti i due giovani a questo racconto, tanta fu l’indegnazione che gli invase contro quel traditore, e tanta la meraviglia d’un caso che era del tutto contro ogni loro aspettazione; e con brevi parole, dato prima un qualche sfogo allo sdegno, narrarono anch’essi al vecchio tutto quanto era avvenuto dopo che s’eran lasciati sulla strada di Prato; dissero aver lasciata a M.e Murlo, in custodia del Pievano e di Selvaggia, Laudomia, la quale, prostrata affatto di forze ed ammalata, non s’era potuta movere, ma avea ad ogni conto voluto ch’essi venissero subito a Firenze per tentar tutto onde salvare il padre, e toccò a Niccolò maravigliarsi alla sua volta, che potesse giungere tant’oltre l’umana scelleratezza, e che tanto avesse potuto fidarsi d’un ribaldo qual era Troilo.
—Iddio ci voleva castigare, e ci rese ciechi.... ci tolse l’intelletto.... quos vult perdere dementat.... anche in questo, fiat voluntas tua!....
—Ora portate alle mie figliuole l’ultima mia benedizione, a Laudomia, all’angiolo della mia povera casa.... ed a Lisa il mio perdono.... Così voglia dimenticare Iddio ciò ch’ella ha fatto.... Tenete cura di quella povera derelitta, e confortiamci almeno, chè la vituperosa frode onde fu tratta in inganno, non macchia chi ne fu vittima, ma ne macchia e n’infama l’autore. Ringraziate Fanfulla, il Bozza, il tuo famiglio, che per amor mio volean porsi a tanto disperato pericolo, Dio vi rimuneri, vi benedica tutti.
In quella si fece alla porta un poco di rumore. Si volsero i due giovani, e Niccolò, lasciando a mezzo la frase, e videro il Bozza che stato un momento in parole con chi era al di fuori, s’accostò dicendo:
—V’è qui Fra Benedetto di S. Marco, e conduce seco M.a Lisa.—
—Dio del Cielo! disse Niccolò, pieno di vivissima allegrezza, come ho io meritato tanta consolazione!—
Ed era in effetto la maggiore che ancor potesse provare.
—Voi, disse a’ figliuoli, tenetevi discosti.... non è bene vi riconoscano neppur costoro.—