Venne avanti il frate, seguito dalla Lisa, che a capo chino, e tutta tremante, piangeva.

—Oh! Fra Benedetto, voi avete pur voluto porvi a tanto disagio, e forse pericolo, sol per venirmi confortare!—ed i due vecchi s’abbracciarono e rimasero così stretti un buon poco, mescolando la loro veneranda canizie in quel caldissimo abbraccio. Quando se ne sciolsero, Niccolò aveva a’ suoi piedi, colla fronte sulla terra, l’infelicissima Lisa, che la vista del padre in quel funebre luogo, de’ tremendi apparecchi della sua morte, l’oribil pensiero che tutto ciò accadeva per sua cagione l’avean colpita d’un tanto terrore, l’avean colmata d’una così desolata disperazione, che avrebbe desiderato morire, essere inghiottita e coperta da que’ lastroni di marmo sui quali appoggiava la fronte, annichilarsi sull’attimo purchè sfuggisse ad un tormento mille volte maggiore di quanto avea mai potuto immaginare. Scosse le membra da un tremore convulso, molle d’un sudore diacciato, diceva tratto tratto con voce spenta:

—Perdono.... perdono!....—

Il cuor d’un nemico n’avrebbe sentita pietà, s’immagini quale ne dovesse provare quello d’un padre! Si volle movere per levarla da terra, ma Fra Benedetto non gli dette tempo, e sollevandola e facendogli animo con amorevoli parole, che accompagnava Niccolò con altrettante, fecero in modo che Lisa alla fine pur si rizzò. Quand’ebbe alzato il viso ed affissate nel padre due pupille immobili, invetrite e fuori del punto, questi fece in cuore l’istesso giudizio che avea fatto poco innanzi Fra Benedetto, e disse, levando gli occhi al cielo:

—Oh disgraziata! ecco l’ultima delle sventure!—

Poi presale una mano se la fece accostare, le pose sulla fronte quella che avea libera, e gli parve toccare un marmo. Procurando render la voce, gli sguardi quanto poteva più dolci, disse, tirandosi sul petto il capo della figliuola:

—Qua.... vien qua, poverina!... appoggia qui... riposa questo tuo povero capo.... riscaldalo sul cuore di tuo padre che t’ha perdonato, e ti compiange... oh! come sei fredda, poverina... Dio di misericordia, dimentica ciò che nell’ira m’uscì di bocca contro quest’infelice.... rammenta soltanto il mio perdono ed il suo pentimento... ha assai sofferto, fu punita abbastanza questa poveretta! Lisa! figliuola mia!.... fatti animo, ascoltami!.... È tuo padre che t’ama, e ti parla per consolarti.—

Lisa, che aveva sempre sin allora seguitato a tremare, senza dar segno che mostrasse se udiva o no i conforti del vecchio, parve un poco si risentisse, e rispondeva:

—Io v’ascolto, babbo... Iddio vi rimuneri d’essere sceso a tanto di farmi queste carezze... a me sciagurata!—