—Poverina! Via.... su.... fatti animo.... noi, lo vedi, ci abbiamo la lasciare.... fammi contento, Lisa, ch’io possa vederti un po’ più a modo, un po’ più tranquilla... io, te lo ripeto, t’ho perdonato, e ti benedico. Non fu tua colpa, poverina!.... tu fosti tratta in errore!.... e quale errore!.... ed anche noi vi cademmo.... Ma tu! tu sei stata troppo tradita... Ora..... sappi... io ho a darti una cosa.... ti sarà di dolore, di maraviglia sul primo.... ma ti scioglie pure d’un gran debito.... ti toglie a maggiore sventura.... ti senti l’animo pacato abbastanza da poterla ascoltare?—
—Io son tranquilla, babbo.... lo vedete.—
Niccolò considerando l’ansar del petto, il pallore, il guardo soprattutto della Lisa, non era troppo rassicurato, pure, parendogli e sperando farle bene piuttosto che male, diceva:
—Odi dunque Lisa mia. Tu sai pur troppo d’essere stata tradita... ma sin dove giungesse il tradimento, tu non lo sai.... Ora poni mente, prima ch’io ti dica altro, che la vergogna è di chi inganna, non di chi vien ingannato... onde non istar a creder di te stessa quel che non fu nè poteva essere... chè una perversa non lo sei stata mai.... sappi dunque.... e per poco ti direi consolatene.... tu non sei moglie di Troilo.... non lo fosti mai....—
Lisa si scosse.
—Chetati, poverina! Odimi..... vedrai.... chè Iddio forse t’apre una via.... Dammi retta. No, tu non sei moglie sua, egli finse il matrimonio..... quello che credesti un prete era il suo staffiere, poi, non contento quel traditore, insidiava l’onore di tua sorella: ier notte la condusse al Barone, e se Iddio misericordioso non l’ajutava essa non potea fuggirgli. Ed in poche parole le narrava come era passato il fatto... Poverina!... lo so, t’ha a parere orrendo tal caso, e così parve a me quando lo seppi.... ma considera che in te non è colpa, poichè non fu volontà.... e neppur vi può esser vergogna... fu sventura, sventura tremenda, e non altro... ma non sarebbe forse sventura peggiore trovarsi ora irremissibilmente sua moglie? Tu invece ora sei di tua ragione, puoi.... non ti dirò odiarlo.... perdonagli figliuola..... e così gli possa perdonare Iddio.... ma puoi fuggirlo.... non sarei legata ad un traditore.... potrai viver se non felice, tranquilla ed onorata almeno, co’ fratelli, con Laudomia.... andare dov’essi andranno.... e forse.... io son vecchio.... vedi.... e so che quaggiù nulla è durevole: non lo è la felicità, ma neppur il dolore.... forse verrà tempo che le ferite di quel tuo povero cuore sian rimarginate....—
Niccolò parlava, e Lisa, tenendogli fissi in viso gli sguardi, parea che l’ascoltasse. Ad un tratto battè insieme le mani stringendole con forza, e disse con quella voce che esce da un cuore spezzato dal dolore:
—Ma dunque non m’ha amata mai, mai!.... neppur allora!.... non è stato mai vero quel che mi diceva! neppur una volta!.... E che viso! che bellezza d’angiolo! Com’eri bello Troilo!....—