—Oh pensa se Niccolò non avrà caro di veder la Lisa maritata ad un par tuo.—

—Niccolò? Ma lo sapete voi chi è Niccolò? La scannerebbe colle sue mani proprie prima di darla ad altri che a un Popolano... A me poi?... a uno di parte Pallesca? Si vede bene che la Vostra Magnificenza non lo conosce.... Se Niccolò sapesse come sta la cosa.... chi sa.... ma chi sarebbe tanto ardito di dirgliene?—

—Io t’ho inteso, rispose Malatesta, bisogna pensarci: ma intanto vatti con Dio, chè non vorrei ti si facesse giorno per istrada. Dirai a messer Baccio ch’io me gli raccomando.—

Il Frate, aperta una porticella che era nascosta sotto un panno d’arazzo, se n’andò.

—Anche questa la s’avvia bene—disse Malatesta quando si trovò solo: e si stropicciò insieme le mani come soleva fare quand’era contento. Ma quel moto gli fe’ provare certe trafitture di dolore che lo costrinsero a fermarsi: gli sfuggì un ahi! si morse il labbro inferiore, e bestemmiò i suoi malanni.

Chiamò ad alta voce due volte:

—Barlaam!—

Comparì un vecchietto impresciuttito, col viso pieno di tante grinze che pareva formato di matasse di spago: naso profilato ed adunco, due occhietti come grani di pepe, ed una bocca sempre ridente; ma di quel riso che non essendo accompagnato da alcuna letizia nel resto del volto, pare piuttosto uno stiramento convulso delle labbra.

—Io credo, disse Malatesta, che la metà di tutto il maladetto legno[16] che m’hai fatto ingozzare da un mese in qua, e’ sarebbe bastato a bruciarti vivo.... e sa Iddio s’io ne sarei stato peggio!—