Niccolò, i suoi figli ed il Castiglione risposero a queste parole di sangue con un riso sinistro. Fra Benedetto pensò sospirando:—In che tristi tempi mi tocca a vivere!—Fra Zaccaria ebbe appena con un primo moto del volto mostrato d’approvare il Ferruccio, che tosto mutato viso abbassò le ciglia e tacque.

Ma chi sentì poi adatto darsi come una coltellata nel cuore fu la povera Lisa, e serrando le ciglia malamente verso il Ferruccio stava per dirgli—«Si può esser buon cittadino senza aver animo e parole di beccajo» Ma la divina Laudomia che avea letto nel suo cuore, conoscendo quanto dovessero offenderla cotali discorsi, e quanto fosse facile che nell’opporvisi cadesse in qualche imprudenza, si fece coraggio, le tagliò la parola, e con quel suo modo tutto dolcezza disse:

—Messer Ferruccio, anch’io amo la patria e mi tengo buona cittadina; anch’io spero che le vostre spade ajutate dal favore che Iddio promette alla giustizia salveranno la nostra città dalle mani de’ Medici e d’ogni altro tiranno, ma se credo lecita ad un cristiano la brama di venir liberato da chi cerca d’opprimerlo; se credo permesso, anzi opera santa, ributtar colle ferite e le morti gl’inimici della patria, non trovo che il nostro divin Redentore ci abbia permesso d’odiarli, di godere ne’ loro strazj, di rallegrarci della loro morte per piacer di vendetta. Non dite voi il Pater noster, messer Ferruccio?—

Il Ferruccio e gli altri rimasero senza saper che rispondere a queste mansuete parole, e per verità oppor loro una buona ragione non era cosa facile; Fra Zaccaria poi, che aveva bensì un’anima tutta fuoco per le sue opinioni politiche, ma era al tempo stesso uomo leale, severo e virtuoso, cui eran sorti in cuore i medesimi pensieri di Laudomia senz’essersi attentato a palesarli, disse volgendosi a Fra Benedetto:

—Quello che dovevamo dir noi ministri dell’evangelio, l’ha detto la Laudomia. Iddio parla spesso per bocca dell’innocenza; egli sia quello che ti benedica buona fanciulla.—

Laudomia arrossì, e tacque, e la Lisa di, nascosto le prese una mano, se l’accostò alle labbra ringraziandola così alla mutola d’aver tanto appuntino indovinato il suo cuore.

Niccolò, era rimasto come assorto in un profondo pensiero, in quel momento le passioni di parte, l’odio contro i Palleschi nutrito per tanti anni durava fatica a reggersi contro la sublime mansuetudine che suonava nei detti della figlia, le si accostò, le pose una mano sul capo, e le disse:

—Che tu sii benedetta, cara, buona Landomia.

Persino il feroce Ferruccio (tanto è grande ed invincibile la forza della virtù) fattosi dappresso alla giovane la stette guardando un momento in atto di rispetto e di maraviglia, ma poi brontolando le diceva: